«Quel rudere va demolito subito»

Protesta dei commercianti di via Muzii chiusa da due mesi per l’edificio fatiscente
TERAMO. Ha visto quell’antico edificio cadere a pezzi per quasi quarant’anni. Lina Gelsomini, titolare del negozio di abbigliamento Wall Street all’angolo tra via Muzii e piazza Verdi, non ne può più di trovarsi davanti agli occhi quel rudere diventato una bomba ambientale in pieno centro storico. La strada tra l’edificio e il mercato coperto, proprio di fronte all’attività della commerciante, per l’ennesima volta è stata transennata e chiusa al transito, sia veicolare che pedonale, per il pericolo di crolli.
«Sta così da due mesi», spiega Lina Gelsomini, «e nessuno si decide a fare qualcosa per risolvere il problema». Di tentativi in passato per mettere d’accordo i proprietari dell’immobile e avviarne il recupero ne sono stati fatti tanti, senza alcun esito. L’edificio è stato imbragato con impalcature, teloni e lamiere, ma anche questi sono stati usurati dal tempo e dalle intemperie e ora conferiscono alla struttura un’immagine ancor tetra. «La copertura si è lacerata e svolazza da tutte le parti e tubi si sono arrugginiti», osserva la commerciante che parla a nome di tanti suoi colleghi della zona esasperati dalla presenza del rudere, «quanto ancora bisognerà aspettare prima che lo demoliscano una volta per tutte?».
Oltre all’innegabile bruttura, che svilisce il decoro di quella parte del centro storico su cui infuria la polemica per il recupero del teatro romano, quel palazzo diroccato è un’emergenza per la salute pubbliche. «L’area circostante è piena di rifiuti ed erbacce», conclude la commerciante, «e da lì escono topi grandi come gatti che si aggirano nei dintorni». (g.d.m.)
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