«Quell’ingresso ha le ore contate»

Disagi nei trasporti dei pazienti, Di Giosia convoca una riunione
TERAMO. Il nuovo ingresso in ospedale per i trasporti seconda di pazienti ha le ore contate.
Dopo la protesta delle associazioni di volontariato – fra cui Farnese soccorso – la Asl ha preso coscienza di tutta una serie di forti disagi che comporta la soluzione adottata dopo l’inaugurazione del pronto soccorso. Infatti dal 1° marzo è vietato il passaggio tramite il pronto soccorso non solo ai visitatori diretti ad altri reparti, ma anche a chi porta o va a prendere malati per i cosiddetti trasporti programmati.
Il direttore amministrativo della Asl, Maurizio Di Giosia, ha annunciato che domattina si terrà una riunione dell'ufficio tecnico con la direzione sanitaria e amministrativa della Asl «per trovare soluzioni alternative. Una potrebbe essere usare esclusivamente l’entrata del secondo lotto, per poi attraverso il tunnel arrivare anche al primo. Oppure si possono trovare anche altre alternative, ma se momentaneamente dovremo riaprire il passaggio tramite il pronto soccorso per i trasporti secondari, lo faremo».
Ieri mattina il coordinatore provinciale dell’Anpas, che raggruppa molte associazioni di volontariato, ha mandato una richiesta di incontro urgente alla direzione sanitaria. L’appuntamento è stato fissato per martedì alle 19. «Vorremmo arrivare a una soluzione condivisa», esordisce il coordinatore dell’ Anpas, Bruno Delli Compagni, «per porre rimedio alla situazione attuale che è estremamente disagevole. In primis per i malati. Infatti le ambulanze spesso trovano davanti all’ingresso secondario altri mezzi di servizio, in quanto è usato anche per lo scarico merci, quindi ci troviamo mezzi della Pap, della lavanderia e di altri fornitori. Più volte non sono riuscite a passare nemmeno le barelle per accedere all’ingresso. Se piove, tira vento o fa comunque freddo cerchiamo di avvicinare l’ambulanza il più possibile, per preservare il malato, ma spesso non ci riusciamo. E’ giusto evitare un via vai al pronto soccorso, ma prima troviamo una alternativa». (a.f.)
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