«Questa giunta è una polveriera» il Pd attacca su cineteatro e musei

15 Novembre 2015

D’Alberto: «Autogol del sindaco sul ritardo per il bando del Comunale, qui le gare non si fanno mai» Domani scade l’incarico alla direttrice Di Felice. I consiglieri: «Niente proroga. Che cosa succederà?»

TERAMO. «La giunta è diventata una polveriera». Il giudizio politico è dei gruppi consiliari di Pd e "Teramo cambia" che prendono spunto dalla polemica sul ritardo nell'emissione del bando per il rinnovo della gestione del cineteatro comunale prefigurando uno scontro di "tutti contro tutti" tra gli assessori. Il sindaco ha minimizzato le contestazioni mosse dall'opposizione sull'argomento durante l'ultimo consiglio. Secondo lui, gli uffici dell'ente sono stati impegnati in altri adempimenti, il bando per il cineteatro sarà pubblicato a giorni e comunque uno slittamento rispetto alla scadenza del 30 novembre per il riaffidamento della sala non sarà un problema perché verrà prorogata di un paio di settimane la gestione uscente. Affermazioni che il capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto bolla come "autogol" da parte del primo cittadino. «Sono la dimostrazione che in Comune le gare non si fanno mai», osserva, «e si va avanti con proroghe su proroghe».

Al dato amministrativo che evidenzia «la mancanza di programmazione» da parte della giunta, che «scarica le responsabilità sulla dirigenza», si aggiunge una lettura politica che vede l'ennesima crepa aperta nella maggioranza. «Questa però è più grave delle altre», fa notare D'Alberto, «perché incrina lo zoccolo duro della coalizione formato dal gruppo di Futuro in».

Secondo il consigliere di opposizione, durante il dibattito in aula sulla gestione del cineteatro, è risultato evidente «l'attacco» dell'assessore al patrimonio Rudy Di Stefano alla sua collega Francesca Lucantoni che peraltro non era in aula. L'amministratore, nel ricordare che il suo ufficio ha definito il 5 ottobre con un atto approvato dalla giunta i criteri di propria competenza per l'emissione del bando, avrebbe lasciato la patata bollente in mano all'assessore alla cultura al cui settore compete il completamento della procedura. E' questa la chiave di lettura proposta da D'Alberto, che esprime forti dubbi anche su parametri inseriti nella delibera come i 25mila euro di canone annuo richiesto al nuovo gestore del Comunale, per evidenziare lo sfaldamento in corso della maggioranza. Brucchi, inoltre, tenterebbe di nascondere la spaccatura non rinnovando l'incarico per le riprese televisive delle sedute consiliari scaduto da mesi. «Abbiamo approvato delibere per la trasparenza degli atti», afferma Alberto Melarangelo, «dobbiamo pagarci da soli la casella di posta certificata ma il Comune non rispetta l'obbligo di dare massima divulgazioni ai lavori consiliari». Le riprese televisive costerebbero seimila euro. «L'amministrazione ha tagliato questo costo perché non potrebbe sostenerlo», osserva Maurizio Verna, «ma intanto spende 100mila euro in più per gli errori che commesso nella procedura per lo svincolo del Lotto zero alla Gammarana».

L'inefficienza dell'amministrazione affiorerebbe, secondo Antonio Filipponi, anche dalle mancate manutenzioni stradali e dalla promesse non mantenute da Brucchi per il potenziamento del cimitero di Sant'Atto. Un ulteriore ritardo, sintomo d'incapacità della giunta, riguarda la gestione del polo museale. «Domani scadrà l'incarico annuale assegnato a Paola Di Felice», fa sapere D'Alberto, «siamo curiosi di capire cosa succederà». La direttrice, infatti, è andata in pensione un anno fa e ha potuto prolungare la propria attività nell'ente grazie a una disposizione di legge che non consente ulteriori proroghe. «L'incarico non può essere rinnovato né prolungato», tiene a precisare il capogruppo del Pd, «per cui al momento non c'è alcuna certezza su chi gestirà il polo museale». Secondo D'Alberto si tratta di un incarico importante anche perché al direttore viene concesso potere di firma che, come avvenuto nel recente passato, comporta la possibilità di indire gare e pubblicare bandi per l'affidamento di servizi specifici. «Anche in questo caso», conclude il consigliere, «l'amministrazione arriva alla scadenza senza avere le idee chiare».

Gennaro Della Monica

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