«Questa sentenza non mi cambia la vita»

Notaresco, la maestra paralizzata parla dopo la condanna di un dirigente scolastico e due tecnici
NOTARESCO. «Questa sentenza oggi non mi cambia la vita». Perchè la vita di Lusiana Rapone è cambiata per sempre quel 25 maggio del 2010 quando il parapetto del cortile della scuola elementare di Mutignano crollò e lei, allora 27enne maestra piena di sogni, precipitò rimanendo paralizzata. Ma Lusiana i sogni se li è tenuti ben stretti e in questi cinque anni, mentre nelle aule di tribunale si inseguiva la verità giudiziaria e lei passava da un centro di riabilitazione ad un altro, è diventata una validissima insegnante di ruolo di sostegno della scuola elementare di Notaresco. Perchè Lusiana, laurea a pieni voti in scienze della formazione primaria con specialistica nel sostegno, al suo futuro non ha mai rinunciato. Nemmeno da una sedia a rotelle. E allora il giorno dopo la sentenza con cui, in primo grado il tribunale ha condannato ad un anno tre persone tra dirigenti scolastici e tecnici per lesioni personali gravissime, ti racconta la sua vittoria più bella: «Uno dei bambini che seguo in un biglietto mi ha scritto “Sei una splendida maestra”. Che sia stata fatta giustizia è un bene perchè come cittadina che crede profondamente in uno Stato di diritto dico che è giusto, ma voglio aggiungere che in questi anni io al processo non ho mai pensato. Sapevo che non sarebbe stata una sentenza a farmi tornare come prima. Dopo l’incidente la mia vita è stata stravolta. Ma finiti gli anni della riabilitazione, finite le lacrime, sono tornata a vivere ed inseguire un futuro. Di cui la scuola è grande protagonista. Perchè io sin da piccola volevo insegnare e mi sono laureata per fare questo lavoro». E allora si può raccontare di come le si illuminino gli occhi quando parla dei suoi bambini, uno di quarta e uno di quinta elementare «che ogni giorno mi scrivono ti voglio bene sulla lavagna». E si può raccontare ancora di questa donna che oggi chiede di avere un ascensore a scuola: «Perchè sono tutti bravissimi e collaborativi nel farmi spostare, ma se ci fosse un ascensore sarebbe tutto più facile». Già, sarebbe tutto facile per la maestra Lusiana.(d.p.)
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