«Questa zona è un mortorio»

Il titolare del bar “La Stazione” chiede di rivitalizzare piazza Libertà
ROSETO. «Da quando è stata rifatta la piazza, nel 2008, la zona della stazione piano piano si è spenta e nessuna amministrazione si è preoccupata in questi anni di rivitalizzarla». A dirlo è Gianni Intellini, titolare del bar “La Stazione” che, in questi anni, ha notato la decadenza di piazza della Libertà, lato est, un tempo luogo vitale. «Io sono qui dal 2002», spiega Intellini, «ricordo che prima, quando nella piazza era possibile parcheggiare, c’era un via vai continuo, com’è giusto che sia nel centro di qualsiasi città. Nel 2008, poi, l’amministrazione Di Bonaventura decise di ristrutturare la piazza togliendo tutti i parcheggi e il risultato ottenuto è stato quello di una pizzeria chiusa, un ottico che si è spostato e tre locali nei quali si sono alternate, in 9 anni, 7 attività». Un quadro desolante quello dipinto da Intellini, che però inquadra perfettamente la realtà. A parte qualche panchina rotta, lo stato della piazza è in condizioni buone, ma ciò che sottolinea Gianni è la mancanza di movimento che dovrebbe animare il centro. «I problemi sono molteplici purtroppo», continua, «essendo diminuito il traffico di persone nella zona, soprattutto nelle ore serali, sono aumentati gli atti vandalici. Per esempio una panchina qui di fronte il mio bar è stata divelta e gettata a ridosso del primo binario, e io l’ho recuperata. Prima, essendoci più movimento, la zona era più controllata anche dalle forze dell’ordine. Poi nella piazza c’è anche un corridoio fatto apposta per i disabili, ma come arriverebbero lì i disabili se non c’è un parcheggio disponibile? Inoltre c’è la zona riservata ora al transito dei pullman, dove però non è raro vedere macchine parcheggiate soprattutto il venerdì sera, quando rientrano i ragazzi dalle università, e si crea un caos incredibile. Questa piazza non è funzionale per un centro cittadino». C’è poi la stazione ferroviaria che, in questi anni, ha perso sempre di più la sua importanza e, ora, c'è anche la sala d’attesa chiusa. «Mi appello a questa amministrazione»", conclude Intellini,« affinché possa rivitalizzare questa zona».
Luca Venanzi
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