«Qui non c’è niente di storico da tutelare»

E Robin Hood fa notare: è un autentico flop per chi aveva garantito tempi brevi
TERAMO. Ai commercianti in protesta che presidiano il gazebo in corso San Giorgio arrivano attestati di solidarietà. Sandro Melarangelo, rappresentante di Teramo Nostra, associazione che si batte per la tutela del patrimonio culturale cittadino, sostiene la causa dei manifestanti. «Sotto la superficie del corso non c'è proprio nulla da tutelare né di storico né di artistico», attacca, «i motivi che hanno bloccato i lavori sono strumentali e pretestuosi». Secondo lui l'amministrazione comunale usa la Soprintendenza archeologica per giustificare il prolungamento dei tempi dell'intervento. «L'antica città romana finiva in prossimità del duomo», insiste, «non ci sono ragioni per fermare il cantiere». Melarangelo ricorda altri interventi in centro storico che hanno lasciato segni negativi, come quelli sul teatro romano e sugli scavi di piazza Sant'Anna e largo Madonna delle grazie.
«Una situazione del genere non è più sostenibile», aggiunge Pasquale Di Ferdinando di "Robin Hood", associazione di tutela dei consumatori, «si tratta di un vero flop per chi aveva annunciato che la riqualificazione del corso sarebbe stata completata nel giro di poco tempo». Agli evidenti danni per i commercianti, secondo lui, si aggiungono i disagi a carico dell'intera città e del turismo. «Da quello che sappiamo le ditte appaltatrici hanno sempre lavorato con pochi operai», conclude, «oltre a tutte le problematiche tecniche emerse nel frattempo, tra cui quella dei materiali sbagliati per la nuova pavimentazione». (g.d.m.)

