Raccolta di firme anti-gender

4 Novembre 2015

Sant’Egidio, il comitato “Famiglia e libertà” chiede una discussione in consiglio

SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. Oltre 180 santegidiesi (e con loro interi nuclei familiari) a sostegno della famiglia naturale. Al comitato “Famiglia e libertà” non basta difenderla idealmente ma chiede al sindaco di Sant’Egidio alla Vibrata, Rando Angelini, di farne oggetto di discussione in consiglio comunale.

Per questo, il portavoce del movimento, Fabrizio Filipponi, ha protocollato in Comune la richiesta di includere nell'ordine del giorno, nel primo consiglio comunale utile, una mozione (presentata in bozza) da porre ai voti, «al fine di far prendere posizione al parlamentino locale sulla difesa della famiglia naturale e sulla sua libertà educativa. Tale richiesta», spiega il portavoce e primo firmatario, «nasce dall'esigenza di opporsi alla deriva, antropologica e culturale che l'ideologia del gender sta procurando alla nostra società». Fra i sostenitori della mozione ci sono anche l’ex parroco don Tommaso Capriotti ed il comico-cabarettista, Angelo Carestia.

Nella mozione, il coordinamento cittadino parte dall’assunto costituzionale che «la famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società». «La famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo ed una donna rappresenta l’istituzione naturale aperta alla trasmissione della vita», è scritto nella mozione, «La famiglia, quale società naturale fondata sul matrimonio tra un uomo ed una donna viene ontologicamente e cronologicamente prima dello Stato e di qualsiasi altra comunità, e possiede diritti propri, che sono inalienabili». Il comitato civico si oppone «a qualunque tentativo di introdurre nell’ordinamento giuridico disposizioni normative tali da alterare la stessa struttura della famiglia».

Un “no” chiaro ai tentativi di mutamento dell’istituto familiare (matrimonio tra persone dello stesso sesso, affidamento ed adozione di minori da parte di coppie dello stesso sesso).

Alex De Palo

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