Raccolta di firme per evitare la vendita del centro Piamarta

ROSETO. Una raccolta firme per dire no alla vendita dei due edifici del centro Piamarta. A proporla è il comitato “Sacro Cuore”, formato da negozianti e cittadini, in seguito all’offerta fatta dalla...
ROSETO. Una raccolta firme per dire no alla vendita dei due edifici del centro Piamarta. A proporla è il comitato “Sacro Cuore”, formato da negozianti e cittadini, in seguito all’offerta fatta dalla Provincia di Teramo per acquisire i due immobili da destinare al liceo Saffo. La scuola ha bisogno di un’unica sede, visto che attualmente è dislocata in cinque edifici, ma molti cittadini si oppongono per cercare di salvare un simbolo della città, un bene sociale, culturale e ricreativo di Roseto. «Il terreno dove ora sono la chiesa e il centro Piamarta», spiega William Di Marco, docente di storia all’istituto Moretti di Roseto, «è stato donato nel 1954 dal latifondista Giuseppe Guerrieri alla congregazione Sacra Famiglia di Nazareth di Brescia. Nel 1956 è stato realizzato il famoso campo dei preti, teatro di molti tornei cittadini di calcio». I due edifici, ora di proprietà della congregazione, fino agli anni ’50 erano della famiglia Filippone Thaulero: in quello più grande c’era l’enoteca, mentre nell’attuale oratorio c’era la stalla. «La famiglia Thaulero li ha poi venduti a un prezzo irrisorio», continua Di Marco, «e nel 1961 nacque la scuola. Guerrieri avrebbe voluto una scuola agraria, ma in realtà si optò per l’indirizzo meccanico e elettrotecnico. Hanno avuto la possibilità di studiare tanti ragazzi di Roseto e della vallata del Vomano, che negli anni sono poi diventati imprenditori e tecnici, e molti di loro lavorano al nord». C’erano anche un cinema e un teatro, e tante altre attività. «È molto importante questo centro dal punto di vista sociale, ricreativo e culturale», aggiunge Di Marco, «e oggi è attivo l’oratorio che formato molti giovani, potenziato negli ultimi anni dall’ex parroco Padre Antonio, che ha voluto fortemente anche la realizzazione del teatro di 200 posti, l’unico del territorio comunale attualmente. Il centro Piamarta è un bene privato ma ha un’utilità pubblica, sancita anche dagli interventi della Regione Abruzzo, che ha finanziato il nuovo campo, e del Comune che ha completato la recinzione». Secondo Di Marco ora la politica è chiamata a dire la sua sulla situazione.( l.v.)
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