Raccolta di sangue in calo la Fidas lancia l’allarme

30 Novembre 2014

L’associazione rileva che finora sono state donate 340 sacche in meno del 2013 «Ci sono tanti problemi, ma bisogna recuperare la cultura della solidarietà»

TERAMO. È con rammarico che la Fidas teramana, con una lettera spedita alcuni giorni fa, si rivolge ai suoi donatori e associati per denunciare il calo delle donazioni di quest'anno. Fino al 15 novembre, infatti, sono state raccolte solo 5.002 unità di sangue, quando nello stesso periodo dello scorso anno le stesse unità erano 5.342.

Partendo da questo deficit di 340 sacche di sangue l'associazione nella lettera tenta di comprendere le motivazioni di questo andamento sfavorevole e cita «il calo demografico per cui i 'vecchi donatori' non vengono facilmente sostituiti; le incertezze sociali, economiche e di lavoro che preoccupano non soltanto i giovani e che creano indifferenze e disaffezioni; l'introduzione di regole di esclusione alla donazione più rigide. A tali ragioni pensiamo si possano sommare alcune circostanze ed esigenze locali che potrebbero aver contribuito alla flessione della raccolta di sangue, quali ad esempio parcheggio, ristoro, ambienti per l'accoglienza, diversità di atteggiamenti e di applicazione delle norme e delle linee guida riguardanti l'idoneità del donatore».

Dai numerosi colloqui avvenuti, da diversi messaggi ricevuti e dal diserzionismo dei donatori nei confronti delle rituali chiamate telefoniche, la Fidas ha ben chiara la forte difficoltà nel mantenere il livello di fidelizzazione che c’è sempre stato. L'associazione, inoltre, non si è tirata indietro dal porre se stessa sotto analisi, affermando di voler approfondire le sue eventuali insufficienze nel mantenere aggiornati ed efficienti i sistemi di informazione e di promozione. Alla base di un tale miglioramento, però, si è posto il bisogno di rinnovamento, motivo per cui una grande attenzione è certamente rivolta ai giovani: la speranza, infatti, è che riescano ad avvicinarsi in maggior misura alla “cultura della solidarietà” attraverso l'effettivo coinvolgimento nella gestione operativa dell'associazione.

Oltre ad incoraggiare commenti, suggerimenti e disponibilità alla collaborazione, dunque, è un appello quello che conclude la lettera: «ci rivolgiamo a tutti i donatori di sangue, che per buona sorte e per età possono ancora donare, affinché dedichino un'ora del proprio tempo per una donazione, possibilmente entro la fine di dicembre, per dimostrare che l'associazione è 'viva e presente' per continuare la tradizione altruistica di un sodalizio che nato nel 1960, con un piccolissimo gruppo di persone, è andato crescendo per oltre 50 anni fino a contare 8191 associati di cui donatori attivi 3743».

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