Raccolte 3.000 firme per il nuovo ospedale a Villa Mosca

I promotori della petizione contano di arrivare a settemila L’obiettivo è di realizzarlo nell’area del Mazzini
TERAMO. La petizione per il nuovo ospedale a Villa Mosca supera le tremila firme. A renderlo noto è il comitato promotore dell’iniziativa avviata venti giorni fa. «È un risultato che ci riempie di orgoglio e nel contempo ci spinge ad uno sforzo ulteriore», spiegano i portavoce Domenico Bucciarelli e Domenico Rasetti, «affinché, attraverso questa numerosa partecipazione democratica, si possa raggiungere l’obiettivo prefissato delle 6/7mila firme». A quel punto la petizione sarà presentata agli enti interessati, in particolare Regione, Asl e Comune, allo scopo di indurli a considerare concretamente la proposta di realizzare il nuovo ospedale di secondo livello nell’area del Mazzini. «Rinnoviamo l’invito ai rappresentanti delle istituzioni regionali e locali affinché sia con urgenza approvato un piano sanitario», precisano Bucciarelli e Rasetti, «che assegni a Teramo un’offerta di alta qualità».
L’obiettivo resta di utilizzare i circa 82 milioni disponibili per l’allestimento del nuovo ospedale nella zona di Villa Mosca già disponibile e urbanizzata per la destinazione indicata dal comitato promotore. «I motivi di questa nostra scelta sono noti per essere stati abbondantemente dibattuti», affermano i promotori, «mentre quelli a favore della localizzazione di Piano d’Accio risultano ancora sconosciuti». La Asl insomma, a detta del comitato, non avrebbe garantito partecipazione e trasparenza alla procedura per l’individuazione dell’area in cui collocare la struttura. I promotori dell’iniziativa, oltre a spingere per la realizzazione del nuovo ospedale nell’area del Mazzini, insistono sulla necessità di finanziare l’intervento del tutto con fondi pubblici, integrando la somma già messa a disposizione, piuttosto che insistere con il metodo del project financing adottato dall’azienda e al momento sfociato nel respingimento della prima proposta arrivata. Questi temi saranno ulteriormente approfonditi, al termine della raccolta delle firme, in un convegno che il comitato ha intenzione di organizzare «per meglio rappresentare le ragioni della nostra proposta e per indicare un percorso di legalità nella scelta del sito». (g.d.m.)
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