Raccolte mille firme in due giorni per il trasferimento del Serd

Decolla subito l’iniziativa che vuole spingere la Asl a spostare altrove il servizio contro le dipendenze Il promotore Quaglia: «Struttura incompatibile con le scuole che le sono vicine». Aderisce il sindaco
NERETO. Sono quasi mille le firme raccolte in soli due giorni dal comitato “Per un futuro pulito e vivibile”, che chiede lo spostamento altrove (in altro comune) del Serd, il servizio per le tossicodipendenze della Asl, di via Iachini. La campagna proseguirà per spingere le istituzioni politiche sovracomunali e la Asl di Teramo a delocalizzare il servizio. Il movimento ha avviato, la scorsa settimana, la petizione ritenendo imprescindibile spostare il servizio lontano dal polo scolastici e dagli altri servizi pubblici. Il comitato è lo stesso che raccolse le firme – ben 14mila – perché la Wash Italia non realizzasse a Nereto un depuratore per il trattamento di rifiuti liquidi non pericolosi.
Tra gli aderenti alla nuova campagna ci sono il sindaco di Nereto Daniele Laurenzi, che per primo aveva sollevato la questione, l’assessore alla cultura Fiorella Iachini e anche il capogruppo di opposizione al Comune di Sant’Omero, Giorgio Di Sabatino. «I pazienti con dipendenze da stupefacenti hanno diritto a curarsi e a poter fruire di strutture che garantiscano riservatezza e sicurezza», commenta Raffaele Quaglia, coordinatore del movimento, «Nereto è polo scolastico di riferimento per la vallata con oltre millecinquecento studenti, e non può convivere con una struttura del genere. Chiediamo alla Asl di Teramo e alle autorità politiche l’immediato trasferimento del Serd altrove, in un luogo più idoneo. Il servizio non è compatibile con le scuole che si trovano a poca distanza. Lo stretto contatto, dovuto anche all’utilizzo delle stesse linee bus e agli stessi orari, tra studenti non ancora formati e pazienti del Serd, e la stessa strada percorsa a piedi, possono degenerare in un incremento della diffusione della droga. La vicinanza, infine, tra studenti e pazienti crea aree di notevole interesse per i venditori di morte, ai quali agevoliamo il “lavoro”». Quaglia nutre anche dubbi sulla giusta conduzione del servizio della Asl, ma su questo per ora non intende dire di più e spiega: «Per il momento occupiamoci della localizzazione, perché non è possibile avere quella struttura in pieno centro».
La petizione avviata alcuni giorni fa non ha scadenza temporale e sarà allargata anche fuori dal contesto neretese, perché il problema non è solo dei residenti ma dell’intera vallata, in quanto gli studenti che raggiungono le scuole superiori di Nereto provengono anche dagli altri comuni.
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