Racconta l’estorsione in aula: «Minacce a me e ai miei cari»
PINETO. «Hanno minacciato di far del male a me e alla mia famiglia. È stato un incubo». Così in un’aula di tribunale un giovane meccanico di Pineto risponde alle domande di pm e giudici nella sua...
PINETO. «Hanno minacciato di far del male a me e alla mia famiglia. È stato un incubo». Così in un’aula di tribunale un giovane meccanico di Pineto risponde alle domande di pm e giudici nella sua veste di parte offesa.
Grazie alla sua denuncia nel 2019 vennero arrestati quattro rom con la pesante accusa di estorsione aggravata in concorso con l’uso delle armi. Ipotesi di reato con cui sono poi finiti a processo: si tratta di A. F., 34 anni, di San Giovanni Teatino; A. T., 28 anni, di Pescara; A. C., 22 anni, di Montesilvano; F. S., 37 anni, di Pescara. Vittima dell’estorsione un giovane artigiano che avendo bisogno di soldi si era rivolto a un uomo un di Giulianova.
Quest’ultimo lo aveva messo in contatto con F. S. al quale il meccanico aveva chiesto una prima volta 3mila euro, restituendo dopo un mese la stessa somma. In seguito il giovane di Pineto aveva ottenuto due prestiti da 6mila euro, restituendo ogni volta 8.400 euro, anche con l’aiuto della famiglia. Al terzo prestito da 6mila euro, il meccanico non era riuscito a saldare la somma pattuita pari sempre a 8.400 euro, subendo così le minacce e la richiesta di pagare prima 9mila e poi 13mila euro. Esasperato, il giovane meccanico si era rivolto ai carabinieri che insieme al 25enne avevano organizzato l’incontro arrestando il 37enne e i suoi tre complici.
Al termine dell’udienza i die il collegio presieduto da Flavio Conciatori ha disposto l’acquisizione dei tabulati telefonici intercorsi all’epoca dei fatti.(d.p.)
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