Radioattività nei rifiuti, chiuso il Cirsu

11 Dicembre 2016

L’allarme scatta in Lombardia per un carico proveniente da Grasciano. In corso i controlli, forse sono scarti sanitari

GIULIANOVA. La Regione Abruzzo ha sospeso l’autorizzazione al Cirsu, che fino a nuovo ordine non potrà ricevere nessun tipo di rifiuto nell’impianto di Grasciano di Notaresco. La disposizione è stata notificata ai responsabili dell’azienda venerdì 9 novembre ma la notizia probabilmente era già stata comunicata un giorno prima al sindaco di Notaresco Diego Di Bonaventura che l’8 di dicembre alle 18.28 aveva pubblicato sulla sua pagina Fb una frase criptica: “Oltre ogni limite – game over” - lasciando intendere che qualcosa stava accadendo al Cirsu ma senza chiarire cosa.

«Tre carichi di rifiuti provenienti dal Cirsu sono stato bloccati mercoledì scorso all’interno di un impianto della regione Lombardia – spiega Franco Gerardini, dirigente del servizio ambiente della Regione Abruzzo – perché dai controlli erano state riscontrate elevate tracce di radioattività. L’Arpa (agenzia regionale protezione ambientale) della Lombardia ha immediatamente segnalato l’accaduto all’Arta di Teramo, che a sua volta ha avvisato la Regione Abruzzo che ha necessariamente provveduto alla sospensione del servizio. I controlli sono stati avviati venerdì stesso», aggiunge Gerardini, «i rilevamenti e i monitoraggi sono stati effettuati dai vigili del fuoco e da personale specializzato e dai primi rilievi si è avuta la conferma della presenza di una radioattività elevata. La situazione è sotto controllo e non ci sono motivi di allarme», sottolinea Franco Gerardini, «i controlli proseguono per scoprire quali sono i rifiuti che hanno causato il problema».

I carichi arrivati in Lombardia contenevano rifiuti urbani trattati a Grasciano che dovevano essere finire nell’inceneritore della provincia di Pavia. Ora quei carichi sono fermi nell’impianto lombardo in attesa della naturale decadenza dei livelli di radioattività. Dalle prime ipotesi il problema potrebbe essere stato causato dalla presenza di rifiuti sanitari come pannoloni o addirittura liquidi per le analisi radiologiche. «E’ la prima volta che si verifica un episodio come questo», dice Gerardini, «è quindi necessario fare controlli approfonditi. Se lunedì (domani, ndc) la situazione sarà rientrata nella normalità e il parere degli organi tecnici sarà favorevole, gli impianti potrebbero essere riaperti. In caso contrario rimarrà in vigore la sospensione e la Regione collaborerà con il consorzio per trovare soluzioni alternative per il momentaneo conferimento dei rifiuti».

Mirella Lelli

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