Radiologia, Di Egidio sceglie Teramo

Il primario non torna a Pescara e resta al Mazzini. Di Giosia: «Siamo onorati, ora dobbiamo valorizzare il reparto»
TERAMO. Uno dei pezzi da novanta della sanità teramana, il primario di radiologia Vincenzo Di Egidio, ha deciso di restare all’ospedale Mazzini nonostante sul presidio cittadino penda la scure dei declassamenti di diversi reparti.
A Di Egidio, domenica, scadevano i sei mesi di aspettativa che aveva preso dal “Santo Spirito” di Pescara, dov’era stato primario fino al 31 luglio scorso. La possibilità che decidesse di tornare a lavorare in riva all’Adriatico, visto il vento minaccioso che tira sulla sanità teramana, era elevata. Non è stato così: Di Egidio ieri mattina ha timbrato al Mazzini, comunicando per telefono la propria decisione al direttore amministrativo della Asl Maurizio Di Giosia. Di Egidio, evidentemente, è stato convinto a restare sia dalla sua teramanità – è al Mazzini che è cresciuto come medico – e dagli appelli che gli sono giunti da più parti, sia dalla possibilità di continuare a fare, nella propria città, le ottime cose che sta facendo. Il primario, che è molto quotato nel campo della radiologia interventistica, in questi sei mesi ha creato una notevole mobilità attiva all’ospedale di Teramo, portando pazienti da tutto l’Abruzzo ma anche dalle Marche, in particolare per il trattamento endovascolare di aneurismi e ictus. Una vera rarità, da queste parti.
Ora tocca ai vertici dell’azienda sanitaria teramana valorizzare la permanenza di Vincenzo Di Egidio, e in questi termini si è subito espresso il direttore amministrativo Di Giosia, che subito dopo aver ricevuto la telefonata del medico ha detto ai microfoni di Vera Tv: «Il fatto che il primario di radiologia abbia deciso di restare non può che onorare l’azienda. Evidentemente Di Egidio si è reso conto che Teramo può essere una realtà che può dare tanto nel futuro, ha visto intorno a sé una squadra vogliosa di fare qualcosa di buono. Ora insieme dovremo reimpostare tutta l’attività di radiologia».
Questa reimpostazione dell’attività rischia di diventare difficile perché il rischio di un declassamento da parte della Regione è forte per la neurochirurgia del Mazzini, reparto che lavora spesso in tandem con la radiologia vascolare.(d.v.)
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