«Raduno fascista in sala Allende» È bufera mediatica su Nereto

NERETO. La presentazione del libro di Roberto Mancini “Storia della Repubblica Sociale”, prevista a Nereto il prossimo 23 settembre, risucchia nella polemica amministrazione e sindaco Pd, rei di...
NERETO. La presentazione del libro di Roberto Mancini “Storia della Repubblica Sociale”, prevista a Nereto il prossimo 23 settembre, risucchia nella polemica amministrazione e sindaco Pd, rei di aver concesso l’uso della sala intitolata a Salvador Allende a Forza Nuova. Ma il primo cittadino smentisce. Per lui «non si parla di Forza Nuova e non vi è traccia di simboli fascisti nella richiesta protocollata in Comune da parte di chi organizza l’incontro. Ma, soprattutto, non esiste alcuna autorizzazione all’evento né la concessione della sala Allende», afferma Giuliano Di Flavio.
Da ieri la querelle impazza sul web, passando per il sito di Repubblica. «In Comune ho solo la richiesta dell’associazione Nuove Sintesi di Bellante che mi ha richiesto l’utilizzo della sala Allende per la presentazione del libro sulla Repubblica Sociale», spiega Di Flavio. «Quella richiesta non reca il simbolo di Forza Nuova, né è stata allegata alcuna locandina - della cui esistenza vengo a conoscenza solo oggi (ieri per chi legge, ndc) - che reca i simboli del fascio littorio. Ma, soprattutto, nessuna autorizzazione è stata concessa: per cui, alla luce di ciò, la questione sarà oggetto di approfondimento e valutazione».
La tempesta mediatica ha spinto i vertici regionali di Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana a diffondere comunicati stampa in cui si picchia duro sul Pd. Maurizio Acerbo, segretario nazionale Prc, scrive: «A forza di arruolare gente che proviene dalla destra hanno perso la bussola». E il segretario regionale di Sinistra Italiana, Daniele Licheri: «Credo serva ormai l'intervento di uno psichiatra al Pd: siamo in piena crisi di identità».
Il segretario regionale Dem Marco Rapino, dopo aver parlato con il sindaco Di Flavio, ha replicato smentendo la notizia della concessione della sala e aggiungendo: «Nessuna ambiguità può esserci da parte delle nostre amministrazioni comunali nei confronti di associazioni e movimenti di ispirazione neofascista».
Alex De Palo
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