Raffica di accuse dalla minoranza D’Alberto: siete alla disperazione

1 Ottobre 2021

L’approvazione del bilancio consolidato scatena la bagarre, il sindaco usa toni forti: «Avete lasciato il disastro, dovreste chiedere scusa». La campagna elettorale delle comunali 2023 sembra già partita

TERAMO. Un consiglio comunale diventato un ring, dove lo scontro si è giocato più sui temi politici che sui punti all'ordine del giorno. Questi sono stati spunti, o talvolta pretesti, per aprire discussioni più vaste che rimandano a una campagna elettorale – in città si tornerà al voto nel 2023 – partita anzitempo. A dare il “la” ci ha pensato il primo argomento in agenda: l'approvazione del bilancio consolidato 2020, passato con 18 voti favorevoli, sei contrari e tre astenuti dopo un botta e risposta accesissimo fra l'opposizione e la maggioranza. A chiudere il cerchio è stata la bocciatura della mozione di Italia Viva sul parco archeologico ideato dal compianto Walter Mazzitti, respinta con 13 no e nove sì.
Partiamo dall'inizio. A presentare la relazione sul bilancio è stata l'assessore al ramo Stefania Di Padova che, numeri alla mano, ha parlato di un patrimonio netto passato da 71 milioni del 2019 a 72 milioni di euro del 2020: «Un risultato di amministrazione di oltre sei milioni, un risultato ottimo che ci fa vivere con prospettiva serena il prossimo anno», ha detto l'assessore, ricordando come il bilancio consolidato raggruppi i bilanci di tutte le società che ruotano attorno al Comune quali Team, farmacia comunale, Mote, Ruzzo, Ecotedi. A quel punto una parte di opposizione ha colto la palla al balzo per tornare alla carica su temi diventati cavalli di battaglia. Dalla gestione Team alle manutenzioni, dallo stato di agitazione del personale del Comune alle opere pubbliche, dalla questione Tercoop al Pef dello stadio. Italia Viva è tornata a chiedere la testa dell'assessore Andrea Core, ad accusare la giunta di “pasticcio TeAm” e di bilanci «modificati a colpi di variazioni», ha detto in aula il renziano Giovanni Luzii. Da Forza Italia il consigliere Mario Cozzi ha rincarato la dose contro la maggioranza criticando: la ricostruzione, il bando dei parcheggi, lo stato degli impianti sportivi.
Una lunga lista di accuse che ha fatto insorgere la maggioranza. In aula è andato in scena un “uno - due”, ad opera del vice sindaco Giovanni Cavallari e del sindaco Gianguido D'Alberto, volto a serrare le fila di una squadra che non ci sta a chiudersi in difesa ma punta al contrattacco. «Oggi qui va in scena una delle pagine più brutte del consiglio comunale: si sta parlando di bilancio, ma l'opposizione tira in ballo altro perché forse sui numeri non ha nulla da dire», ha esordito Cavallari in replica a Cozzi, «avete avuto il coraggio di parlare della scuola di Colleatterrato che aprirà lunedì solo grazie a questa giunta. Parlate di cimitero: lì partiranno i lavori grazie a noi che abbiamo trovato i fondi della Protezione civile. E poi i palazzetti dello sport? Abbiamo chiesto 13 milioni per sistemarli, ma forse dovevamo chiederne 15». A rilanciare subito dopo è stato il sindaco, che ha detto: «È il consiglio comunale della disperazione della minoranza», ribadendo in più passaggi i risultati e il lavoro di programmazione fatto in tre anni di amministrazione «dopo un decennio di nulla, di problemi mai affrontati. Ma davvero questa opposizione ha il coraggio di parlare di teatro romano, di scuole, di cultura, di Team? Avete governato prima di noi lasciando il degrado, il disastro, la sciatteria e qui oggi c'è chi lavora per mettere riparo e risollevare la città. La minoranza dovrebbe chiedere scusa ai cittadini», ha tuonato il sindaco, negando poi l'eventualità di un rimpasto.
A chiudere i lavori la mozione sul parco archeologico. Luzii ne ha chiesto l'approvazione, il consigliere Massimo Speca (Pd) il rinvio per «valutarlo meglio alla luce di una programmazione già fatta». Luzii ha contestato l'assenza in aula dell'assessore Core e di diversi consiglieri e chiesto che si andasse al voto. La mozione è stata bocciata.
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