Raffica di bocciati negli istituti tecnici

25 Giugno 2015

Le percentuali non superano l’1% nei licei mentre si impennano all’Alberghiero (13%), all’Itc (18%) e all’Ipsia (29%)

TERAMO. Al Classico e all’Europeo la percentuale dei bocciati è inferiore all’1% mentre al professionale "Marino” arriva a sfiorare il 30%. È il quadro che emerge da una prima analisi dei dati raccolti nelle scuole superiori del capoluogo al termine degli scrutini. Escludendo gli studenti delle quinte, ancora alle prese con gli esami di maturità, sono interessati i i ragazzi dalla prima alla quarta classe di cinque su sei istituti di Teramo.

L’unica eccezione è rappresentata dal liceo scientifico “Einstein”, dove le valutazioni verranno esposte all’inizio della prossima settimana. «Non dovremmo avere risultati che si discostino di molto da quelli dello scorso anno. Sicuramente la percentuale di non ammessi sarà al di sotto del 10%», ha commentato il dirigente scolastico Rosario Di Luciano, «Ci saranno debiti formativi che andranno sanati entro settembre, soprattutto sulle materie portanti». Secondo il preside, ad incidere sulla diminuzione di bocciati non influisce solo l’attenzione che i docenti riservano ai ragazzi nel corso dell’anno. «E’ normale», ha concluso, «perché si fa più attenzione agli studenti in situazioni svantaggiate, ai ragazzi che non sono di lingua italiana oche hanno particolari problemi di salute. Con la nuova direttiva ministeriale si fa una didattica più vicina agli studenti, si dà importanza ai bisogni educativi speciali».

Quanto all’alta percentuale di bocciati dell’Ipsia, la dirigente scolastica Stefania Nardini spiega che «al professionale rimane il problema della mancata frequenza per gli studenti che hanno problemi generalmente familiari o che si trovano in situazioni svantaggiate. Inoltre c’è un’alta incidenza di ragazzi stranieri che entrano nel percorso di studio più tardi». Secondo la preside, determinante è la dispersione scolastica: «La mancata frequenza regolare delle lezioni non permette ai ragazzi di avere risvolti positivi nell’apprendimento. La scuola cerca di fare tutto il possibile, ma dove manca il supporto della famiglia non si riesce a tenere i ragazzi all’interno del percorso scolastico». La dirigente spiega che molti studenti scelgono il professionale perché puntano ad entrare il prima possibile nel mondo del lavoro. «La riduzione delle ore di laboratorio ha portato ad un decremento dell’interesse nelle scuole. Gli studenti si aspettano tante più ore di pratica», ha concluso Nardini, ricordando che si tratta di una criticità riscontrata a livello nazionale. «L’Itis “Alessandrini” e l’Itg “Forti” dovrebbero presentare dati inferiori di dispersione scolastica, ma anche per numero di bocciati che di giudizi sospesi», ha concluso, «si sono alzati i livelli della scuola, anche di recente abbiamo avuto cinque ragazzi nelle eccellenze del Miur».

Anche all’Alberghiero e all’Agrario la percentuale di bocciati è relativamente bassa: intorno al 13%. «L’incidenza di non ammessi è maggiore nelle classi prime. La nostra scuola ha sempre messo in atto strategie per un’utenza molto eterogenea», ha spiegato la dirigente del Di Poppa-Rozzi, Caterina Provvisiero, «ma vista la percentuale di non promossi nelle prime classi adotteremo nuove strategie per indirizzare gli studenti verso “competenze chiave e di cittadinanza”, sia per il metodo di studio che per il comportamento e l’approccio alla scuola». Quanto ai risultati al liceo classico, dove il numero di bocciati è stato bassissimo, la dirigente Loredana Di Giampaolo ha commentato: «Tutti gli studenti si sono impegnati, nessuno ha affrontato lo studio con superficialità. Abbiamo valutato anche le difficoltà con le materie nuove, soprattutto al ginnasio con latino, greco e matematica. Appena arrivati provengono da una scuola diversa, con un metodo di studio diverso». Ricordando che ci sono diversi studenti con debiti formativi, la preside conclude: «Si vedrà alla fine dell’estate se i ragazzi avranno successo o meno».

Chiara Di Giovannantonio

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