Ragazza afghana rapita per farla sposare

Prelevata da due conoscenti nel centro Salam di Isola e portata in treno a Grosseto. I connazionali sono stati arrestati
ISOLA DEL GRAN SASSO. Momenti di paura qualche giorno fa al centro migranti Salam di Isola per la scomparsa di una delle studentesse afghane dell'università di Teramo prelevata forzatamente da due connazionali conoscenti per essere portata in Germania per un matrimonio combinato. Fortunatamente l’epilogo è stato diverso grazie alla mobilitazione dei carabineri, della responsabile di Salam Simona Fernandez e soprattutto della stessa ragazza che ha collaborato via internet ed è stata trovata su un treno a Grosseto. I due uomini sono stati arrestati.
Se non avesse inviato di nascosto dei suoi sequestratori un selfie con il nuovo colore di capelli che le avevano fatto e un look all’occidentale che l’avevano costretta a indossare per passare inosservata non l’avrebbero mai riconosciuta. Invece la ragazza si è armata di coraggio e, piuttosto che sposare un uomo che non ha mai visto e sottostare alle decisioni prese da altri, ha rischiato e ha deciso di restare in contatto con la Fernandez e i connazionali di Salam. Quegli amici che lunedì scorso l’hanno cercata e aspettata invano alla fermata dell’autobus diretti all’ateneo per un esame di inglese, dove non è mai arrivata. Subito è scattato l’allarme della Fernandez che ha avvisato le forze dell’ordine. Le prime indicazioni sono state fornite dal tassista che insieme ai due uomini era andato a prelevare la ragazza la mattina all'alba. Le altre le ha date la ragazza con una app che distrugge i messaggi appena scritti. E la corsa si è fermata alla stazione di Grosseto dove i carabinieri, in accordo con Trenitalia, l'hanno liberata e arrestato i sequestratori. Tante le lacrime di paura e gioia, ma anche tanta amarezza per non aver trovato l’appoggio della famiglia lontana. “Se questa cosa è stata fatta qui, proviamo solo a immaginare che valore danno e come trattano le donne in Afghanistan», spiega commossa Fernandez, «la ragazza è stata molto coraggiosa perché collaborando ha rischiato la vita. I progetti di cooperazione e solidarietà internazionale sono necessari perché spingono a comprendere la realtà di queste persone. La comunità del centro è scossa, ma è stata tanto attiva durante le ricerche». Un plauso, infine, alle forze dell’ordine. «Il sistema paese Italia ha funzionato alla grande», conclude, «e ringrazio di cuore il nucleo investigativo dei carabinieri di Teramo, i carabinieri di Isola e la polizia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

