Ragazzina violentata, condanna in appello

La Corte conferma i 5 anni e 8 mesi per l’uomo accusato di abusi sessuali sulla figlia della convivente
TERAMO. La Corte d’appello ha confermato la condanna a 5 anni e 8 mesi per l’uomo accusato di abusi sessuali sulla figlia della sua convivente, una ragazzina che all’epoca dei fatti era minore di 14 anni. La ragazzina e la mamma, che si sono costituite parte civile, sono rappresentante dall’avvocato Eugenio Galassi. «Una vicenda deplorevole», dice il legale, « che ha minato la serenità e la stabilità del nucleo familiare. L’imputato si è di fatto reso irreperibile rientrando in patria, l’Indonesia, dove peraltro risulta attenzionato da una Onlus indoaustraliana per altri fatti di abusi su minori ivi compiuti».
Secondo l’accusa i fatti per cui l’uomo è stato condannato sia in primo sia in secondo grado sarebbero avvenuti nel Teramano nel 2015. In alcune occasioni, inoltre, l’uomo avrebbe inviato sul telefonino della minorenne tramite WhatsApp delle immagini dal contenuto pornografico. Un’indagine complessa, quella che all’epoca aveva portato la vicenda in Procura, scattata dopo la denuncia presentata dalla mamma della ragazzina.(d.p.)
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