Ragazzino annegato, chiesta l’archiviazione

La tragedia di Momo. Il pm scagiona due bagnini, per il terzo deciderà la Procura dei minori
TERAMO. A distanza di un anno dalla tragedia di Mohamed Elomary, per tutti Momo, il 14enne marocchino da anni residente e Teramo annegato a Giulianova, a segnare il tempo c’è una richiesta di archiviazione già firmata e, probabilmente, un’altra in arrivo.
La prima è quella firmata dal pm Andrea De Feis della Procura teramana nei confronti dei due dei tre nomi iscritti all’epoca nel registro degli indagati. Si tratta dell’amministratore della società che all’epoca dei fatti gestiva il servizio di salvamento in quel tratto di mare e di uno dei bagnini. Per quello che all’epoca dei fatti aveva 17 anni tutto era passato alla Procura dei minori dell’Aquila che nei prossimi giorni potrebbe seguire la decisione presa dalla Procura teramana, ovvero la richiesta di archiviazione.
Per i magistrati, dunque, non c’è stata nessuna responsabilità nella morte del ragazzino disperso in mare mentre era su un materassino finito in balia delle onde. O meglio nulla che possa trasformarsi in una ipotesi di reato per cui esercitare l’azione penale. Con Mohamed, quella drammatica mattina di fine giugno dell’anno scorso, c’era un coetaneo che nuotando riuscì a mettersi in salvo. Lui non ce la fece. Motovedette ed elicotteri lo cercarono per due giorni e due notti fino al drammatico ritrovamento del corpo avvenuto appena fuori dall’imboccatura del porto.
Per quella morte ci furono tre avvisi di garanzia, tre atti dovuti in presenza di un esame irripetibile come l’autopsia proprio per consentire a tutti di nominare un proprio consulente per l’esame medico.
Le indagini immediate e gli accertamenti successivi portati avanti dalla guardia costiera non hanno fatto rilevare comportamenti irregolari di chi doveva vigilare.
Solo una drammatica fatalità, dunque, in quel giorno di gran vento sul litorale di Giulianova. E a raccontare per sempre quelle drammatiche ore resteranno gli occhi lucidi dei soccorritori che per 48 ore solcarono il mare antistante Giulianova alla disperata ricerca di Momo, la città di Teramo stretta al dolore della mamma in un abbraccio senza confini nella piazza piena di ragazzi per l’ultimo saluto a Mohamed prima del ritorno in patria.(d.p.)
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