Ragazzo conteso, il caso va in Parlamento

25 Gennaio 2020

Il 14enne di Tortoreto affidato alla madre vuole stare con il padre: Pillon (Lega) interroga il ministro

TORTORETO. «La vicenda del padre e del figlio di Tortoreto che i giudici vogliono separare sarà trattata nelle commissioni parlamentari e sarà oggetto di un’interrogazione al ministro della Giustizia». Questo è l’impegno assunto dal senatore Simone Pillon, esponente di primo piano della Lega e promotore del disegno legge di riforma del sistema degli affidi, ieri mattina presente a Giulianova alla conferenza stampa dal titolo “Tortoreto come Bibbiano? La battaglia di un padre in difesa della volontà del figlio”.
Della vicenda si parla pubblicamente da mesi. Nei giorni scorsi, però, i servizi sociali e le forze dell’ordine avrebbero cercato due volte di prelevare il ragazzo 14enne dalla casa del padre per ricongiungerlo alla madre, che vive nelle Marche. Questo in esecuzione di un decreto del Tribunale dei minorenni dell’Aquila che però sarebbe stato reso pubblico e notificato solo alcuni giorni più tardi. «Questa è solo una delle anomalie in questa vicenda», spiega l’avvocato Romina Cristina D’Agostini, che difende l’uomo e ha organizzato la conferenza insieme alla collega Annalisa Corradetti. Continua il legale: «Solo il diniego del minore a seguire l’assistente sociale ha impedito il suo prelievo. Il decreto è stato pronunciato dal tribunale senza che sia stato preventivamente convocato il minore e senza che il padre abbia avuto la possibilità di esercitare il proprio diritto di difesa in considerazione che è stato sospeso dalla responsabilità genitoriale. Il padre ha proposto reclamo in Corte di appello ed ha chiesto che venisse ascoltato il figlio, avendo quest’ultimo scritto di suo pugno una lettera al magistrato nella quale chiedeva di essere sentito e di voler rimanere con il padre. Temiamo che possa essere portato via in ogni momento».
Tra gli attestati di solidarietà ricevuti dal padre e dai suoi avvocati, c’è appunto quello del senatore Pillon, che ieri mattina non è entrato nel merito della vicenda se non per segnalare omissioni come la mancata audizione del ragazzo da parte dei giudici, ma è intervenuto per ribadire la necessità che la politica intervenga per riformare il sistema degli affidi e tutelare i minori. Tra le novità da introdurre, per il senatore c’è l’istituzione del Tribunale della famiglia e del principio di bigenitorialità negli affidi, ma anche nuovi strumenti di controllo e vigilanza per evitare abusi e «strapotere dei servizi sociali».
Luca Tomassoni
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