Rajola: i cittadini devono esprimersi sul nuovo progetto
TERAMO. Il nuovo progetto di recupero del teatro romano presentato dallo studio di architettura Bellomo differisce sostanzialmente da quello presentato in precedenza dallo studio Carbonara e per...
TERAMO. Il nuovo progetto di recupero del teatro romano presentato dallo studio di architettura Bellomo differisce sostanzialmente da quello presentato in precedenza dallo studio Carbonara e per questo la cittadinanza deve essere nuovamente coinvolta affinché possa valutare il progetto ed esprimere un proprio parere in merito. È quanto sostiene – tra numerose altre osservazioni – Raffaele Rajola, presidente dell’associazione “Teramo città solidale & cittadinanza attiva”.
Secondo Rajola «non si possono ritenere scaduti i termini per la partecipazione popolare, come sostenuto da alcuni interventi nei giorni scorsi a mezzo stampa che nell’affermare l’avvenuta partenza del treno della progettazione hanno ritenuto inopportuna qualsiasi ulteriore riflessione da parte dei cosiddetti non addetti ai lavori e quindi un implicito invito a non disturbare il macchinista alla guida del treno in corsa». L’associazione presieduta da Rajola ritiene invece che «la città è dei cittadini e i teramani devono sapere se i milioni di euro che saranno spesi servono per realizzare quella soluzione c), approvata dal consiglio comunale (una delle soluzioni proposte dallo studio Carbonara, ndr) il cui importo presunto era di 10.525.000 euro, al netto dell’importo dovuto per l’acquisizione degli immobili privati insistenti sull’area, la quale contemplava la riproposizione funzionale della cavea, la necessaria demolizione dei palazzi Adamoli e Salvoni e l’esecuzione degli scavi nella stessa area, oltre alle altre opere di completamento già comprese nella soluzione B): i restauri conservativi del teatro romano, gli scavi sull’area circostante, le sistemazioni urbane e a verde degli spazi adiacenti, la riconfigurazione della facciata del palazzo risalente agli anni ’60, la ricostruzione di edifici per il risanamento del tessuto urbano, la riqualificazione delle facciate prospicienti».
«Di fronte ad un intervento di così ampio respiro», continua Rajola, «così articolato e di interessante valore urbanistico ed ambientale, per quale motivo i cittadini non dovrebbero partecipare? Essi hanno il diritto di conoscere se gli obiettivi fissati con la soluzione c) saranno rispettati ovvero se ci sarà la ricomposizione del tessuto urbano, la liberazione completa del teatro, la realizzazione di una nuova cavea funzionale, e infine la creazione di una piazza urbana con aree verdi».

