Rapagnà: risarcimento non fissato

27 Luglio 2014

L’imprenditore replica ai consiglieri Norante e Di Giuseppe

ROSETO. «Il Tar non ha quantificato alcun risarcimento a favore del Comune da parte della Finanziaria Roseto srl». A sottolinearlo a nome della società in questione è Sergio Rapagnà, figlio dell’ingegner Alberto, il quale replica in questo modo alle dichiarazioni sull’argomento rese dai consiglieri di maggioranza Antonio Norante e Filiberto Di Giuseppe. Tutto è partito dopo che il tecnico rosetano aveva diffuso pubblicamente alcune immagini della parte inferiore del pontile, da lui stesso scattate a bordo di un pattino, lanciando l’allarme circa un possibile crollo della struttura, viste le sue condizioni, a detta di Rapagnà, assai precarie. Immediata e sarcastica la replica dei due consiglieri, i quali risposero che «il Comune avrà la disponibilità finanziaria per ristrutturare il pontile non appena l’ingegner Rapagnà avrà risarcito lo stesso ente come stabilito dai giudici», facendo riferimento alla stessa sentenza del Tar.

«Diversamente da quanto pubblicato e dichiarato da Norante», si legge nella nota di Sergio Rapagnà, «la sentenza del Tar non quantifica nessun risarcimento, quindi la cifra di 300mila euro è puramente inventata. Invece è pendente al consiglio di Stato il ricorso della scrivente (Finanziaria Roseto srl, ndc) con domanda di risarcimento nei confronti del Comune di Roseto. Non si comprende, quindi, come abbiano fatto i consiglieri Norante e Di Giuseppe a scavalcare i giudici amministrativi quantificando una somma non citata in una sentenza, tra l’altro, attualmente sospesa». (f.ce.)

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