Rapagnà: il Comune paghi i danni
L’imprenditore chiede al tribunale di citarlo come responsabile civile
ROSETO. L’imprenditore Alberto Rapagnà ha chiesto, tramite i suoi legali, al tribunale di Teramo che sia disposta la citazione del Comune di Roseto quale responsabile civile nel processo (che entrerà nel vivo domani) relativo alle presunte irregolarità del Prusst ex Monti. La vicenda giudiziaria è partita nel 2007, da un esposto dello stesso costruttore rosetano, il quale sostiene che gli edifici siano più alti di quanto avrebbero potuto essere, pertanto la superficie realizzata in eccesso rispetto al lecito sarebbe abusiva.
Seguirono due richieste di archiviazione da parte della procura e altrettante opposizioni da parte di Rapagnà. Prima il gip Marina Tommolini ordinò nuove indagini; poi il gip Giovanni de Rensis, nel novembre 2011, rimise gli atti nelle mani della Procura. Nel febbraio 2012 era scattato un blitz della polizia giudiziaria negli uffici tecnici del Comune per sequestrare il carteggio relativo al Prusst dell’ex Monti. Il passo successivo era stata l’operazione della Forestale, i cui agenti avevano apposto i sigilli agli attici ritenuti non conformi. A margine dell’aspetto penale ci sarebbe il risvolto civile, in quanto secondo Rapagnà il Comune avrebbe dovuto costituirsi parte civile contro la società costruttrice per poter acquisire a patrimonio pubblico un bene derivante da un presunto abuso che non può essere sanato. Un passaggio obbligato, quindi, che però il Comune non ha ritenuto di intraprendere, anche perché tra gli imputati figurano anche alcuni tecnici dipendenti comunali. Così è stato lo stesso Rapagnà a chiamare in causa il Comune, questa volta in veste di responsabile civile, ovvero quella parte che in caso di condanna degli imputati viene chiamata a pagare i danni.
Federico Centola
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