Rapagnà: «Riaprite subito il caso»

L’ex deputato e amico delle vittime si rivolge al ministro Alfano
NERETO. L’ex deputato Pio Rapagnà, così come ormai fa da anni, anche in questo anniversario torna a chiedere la riapertura delle indagini sull’omicidio. Lo fa soprattutto come amico dell’avvocato Masi e di sua moglie. «L’ archiviazione del delitto Masi», scrive Rapagnà in una nota, «non ha certo chiuso il caso e l'oblio non cadrà addosso a due splendide figure professionali e umane che non meritavano di finire tra i feroci ingranaggi di una violenza senza pari che è entrata nella loro casa di Nereto, oggi completamente nel silenzio. Spetta al procuratore della Repubblica Antonio Guerriero valutare l'opportunita e le condizioni per una riapertura delle indagini e procedere ad un “nuovo” accertamento dei fatti, con l'utilizzo dei più moderni strumenti scientifici che oggi sono a disposizione degli inquirenti ma che dieci anni fa non c'erano: sarebbe necessario ricostruire “ex novo” quanto accaduto prima e dopo il delitto, “rivisitare” le immagini e le modalità di accertamento e raccolta degli elementi di prova utili alla ricerca della verità e alla individuazione e punizione degli assassini». Rapagnà sollecita anche l’intervento del ministro della giustizia Angelino Alfano.

