Rapina alla Banca Marche assolti perché non erano lì

22 Settembre 2016

Due siciliani erano stati arrestati per il colpo che fruttò 70mila euro in via Po ma hanno dimostrato che quel giorno si trovavano a Messina a ritirare un pacco

TERAMO. Hanno dimostrato che quel giorno non erano a Teramo a rapinare una banca ma in provincia di Messina a ritirare un pacco di detersivi da un corriere: sono stati assolti per non aver commesso il fatto. Si è concluso così il processo a carico di Antonino Di Mauro, 49 anni, e Domenico Ferrara, di 52 anni, entrambi siciliani, accusati di aver messo a segno nell’aprile del 2014 la rapina ai danni della filiale della Banca Marche di via Po nel corso della quale fu portato via un bottino di circa 70mila euro.

I due, che dovevano rispondere dei reati di rapina, sostituzione di persona e sequestro di persona erano stati arrestati, su ordinanza di custodia cautelare, dopo un'indagine durata 8 mesi e condotta dagli uomini della squadra mobile di Teramo, con l'ordinanza che gli era stata notificata in carcere dove erano ristretti per altre vicende. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini quel 9 aprile, i due rapinatori erano entrati in banca con il volto travisato da occhiali e cappello e dopo essersi qualificati come appartenenti alla guardia di finanza avevano minacciato i presenti con coltello e taglierino, tenendo in ostaggio direttore, cassiere e clienti per quasi un'ora, in attesa dell'apertura temporizzata della cassaforte e del bancomat. Poi, prima di darsi alla fuga, avevano chiuso direttore, cassiere e clienti in bagno minacciandoli di ritorsioni nel caso in cui avessero cercato aiuto. Ma nel corso del processo le accuse a carico ai due non hanno retto e lo stesso pm Laura Colica al termine della requisitoria ha chiesto l’assoluzione. (d.p.)

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