Rapina alle Poste, condanna e patteggiamento

1 Settembre 2020

Colonnella, tre anni ai due accusati di aver picchiato i dipendenti e fuggito con 22mila euro

TERAMO. Una condanna (in primo grado) e un patteggiamento per la rapina messa a segno nel novembre del 2018 all’ufficio postale di Colonnella. Nei giorni scorsi il giudice monocratico Lorenzo Prudenzano ha condannato a 3 anni e 6 mesi Vincenzo Ciccarelli, mentre Salvatore Ciccarelli ha patteggiato 3 anni e 4 mesi davanti al giudice monocratico Flavio Conciatori.
Si tratta di due cugini campani (entrambi assistiti dall’avvocato Renzo Di Sabatino) che erano stati arrestati qualche mese dopo il colpo. Era il 10 novembre di due anni fa quando, alle 8 del mattino, due persone dall’accento campano e dal volto parzialmente travisato, arrivati nello stesso orario di apertura in concomitanza con il direttore e le due dipendenti dello sportello, dopo averli brutalmente affrontati, percossi e minacciati simulando il possesso di un’arma, li avevano costretti a entrare nell’ufficio.
Successivamente avevano intimato al direttore di aprire la cassaforte dalla quale avevano portato via la somma di 22mila e 500 euro. Dopo aver immobilizzato con del nastro adesivo le impiegate e il direttore, rinchiudendoli in uno sgabuzzino, i due si erano allontanati velocemente a bordo di una Fiat Innocenti risultata rubata il giorno precedente a Monteprandone , in provincia di Ascoli Piceno.
Le indagini dei carabinieri, coordinate dal sostituto procuratore di Teramo, Enrica Medori, avevano sin da subito fatto progressi grazie alle intercettazioni e all'analisi dei tabulati telefonici, consentendo così di inquadrare l’ambito territoriale di provenienza dei due rapinatori e di perimetrare i collegamenti logistici nel Teramano e nella provincia confinante di Ascoli Piceno. Qualche mese dopo i fatti i due erano già stati individuati dai militari. Concordando con gli esiti investigativi dei carabinieri, il pubblico ministero aveva chiesto al giudice delle indagini preliminari Roberto Veneziano la concessione di una misura cautelare in carcere per i due arrestati nel luglio dell’anno scorso. Misura che è stata firmata il 4 luglio scorso. Nell’ambito della stessa indagine, inoltre, all’epoca furono denunciati altri due uomini già conosciuti dalla forze dell’ordine ed entrambi domiciliati nella provincia di Ascoli Piceno. Secondo l’accusa potrebbero aver fatto da basisti.(d.p.)
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