Rapina e picchia prostituta Il gup lo manda a processo

1 Novembre 2018

ANCARANO. È un’accusa pesante, tutta dimostrare nel corso del dibattimento, quella per cui un 55enne teramano è stato rinviato a giudizio: aver rapinato e picchiato la prostituta con cui si era...

ANCARANO. È un’accusa pesante, tutta dimostrare nel corso del dibattimento, quella per cui un 55enne teramano è stato rinviato a giudizio: aver rapinato e picchiato la prostituta con cui si era appartato per un rapporto sessuale. Il gup Marco Procaccini ha fissato per marzo la prima udienza del processo.
I fatti, secondo la ricostruzione della Procura, si sarebbero verificaio lungo la Bonifica, ad Ancarano nel giugno dell’anno scorso e l’inchiesta è scattata dopo la denuncia della donna.
Scrive il pm Laura Colica nel capo d’imputazione: «Dopo aver pattuito una prestazione sessuale a pagamento per 20 euro, dopo essersi con la stessa appartato e aver consumato il rapporto, usava violenza nei confronti della donna stringendole forte il collo, minacciandola di uccidere, e si impossessava del portafoglio della stessa all’interno del quale c’erano 80 euro».
All’uomo viene contestata anche l’accusa di violenza privata perchè, sempre condo la Procura avrebbe costretto la donna «a consegnarli il telefono cellulare per cancellare la foto che la stessa aveva fatto alla targa della di lui auto e segnatamente l’aggrediva al collo e la compiva con vari calci».
Nel capo d’imputazione, inoltre, gli viene contestata anche l’accusa di lesioni perchè, scrive il pm, «aggredendola di nuovo al collo, dandole un pugno al petto, colpendola con vari calci, cagionava alla stessa lesioni personali». L’uomo, inoltre, è accusato anche di danneggiamento per aver spezzato una catenina che la donna indossava al momento della rapina. L’uomo, assistito dagli avvocati Monica Passamonti e Antonio Panunzio, ha sempre respinto ogni accusa sostenendo uno scambio di persona. La donna, che si costituirà parte civile, è assistita dall’avvocato Gabriele Rapali.(d.p.)
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