Rapine e usura, il pm conferma le accuse

Chiuse le indagini sulla maxi operazione, imprenditori costretti a pagare interessi del 600%
TERAMO. La Procura conferma le accuse e chiude le indagini sulla maxi operazione che nel settembre scorso portò a scoprire un vasto giro di usura, estorsioni rapine e spaccio.
Rapine e spaccio che, secondo le accuse ipotizzate dal pm Luca Sciarretta, sarebbero servite per procurarsi i soldi con cui fare prestiti usurari ad imprenditori sfiancati dalla crisi. Perchè se tutto diventa business criminale allora si può anche “investire” nell’usura con interessi da capogiro. Come quelli del 600% annuo che due imprenditori teramani sarebbero stati costretti a versare, anche dietro pesanti minacce. L’avviso di conclusione riguarda sette persone: si tratta di Piero Guarnieri, 39enne di Mosciano, Geanina Ionela Stefan, romena di 30 anni residente a Mosciano, Tiziano Orfanelli, 52 anni, di Mosciano, Bernardo Battestini, 34 anni, di Mosciano, e dei campani Sabatino Cimmino, 28 anni, Giuseppe Cacciapuoti, 49 anni, Pasquale Formicola, 32 anni e Carlo Oliva, 37 anni. Con loro c’erano anche quattro cittadini albanesi, all’epoca dei fatti arrestati solo con l’accusa di spaccio, che hanno già definito con dei patteggiamenti. L’indagine nata dalla precedente operazione antidroga chiamata “Ponte di legno” ha permesso di ricostruire la dinamica di una rapina e di sventarne un’altra. Gli accertamenti hanno portato a stabilire come la mente delle rapine fosse il napoletano e a ricostruire modalità operative e identità degli autori del colpo messo a segno il 16 gennaio 2012 alla Tercas di Corropoli. In quell'occasione vennero rubati 40mila euro. Grazie alle successive intercettazioni, invece, è stata sventata la rapina ai danni della Caripe di Tortoreto nel 2015. Ma le intercettazioni non sono state il solo strumento investigativo che ha consentito di mettere insieme il risultato. Un particolare contributo, e questo gli inquirenti lo hanno più volte sottolineato, è arrivato dalle vittime, dagli usurati. Le loro testimonianze pesano come macigni.
E accanto alle rapine e alle estorsione c’è il capitolo droga. Un capitolo che nel corso delle indagini ha consentito di fare due arresti in flagranza e corposi sequestri di cocaina. Droga che proveniva da vari canali di rifornimento.(d.p.)
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