Rasicci: «È stato un errore non ricandidare la Piccioni»

13 Giugno 2018

ALBA ADRIATICA. Il vero sconfitto di queste elezioni è il centrodestra che, dopo i fasti di una vittoria clamorosa e storica come quella di cinque anni fa con Tonia Piccioni, ha buttato tutto al...

ALBA ADRIATICA. Il vero sconfitto di queste elezioni è il centrodestra che, dopo i fasti di una vittoria clamorosa e storica come quella di cinque anni fa con Tonia Piccioni, ha buttato tutto al vento dividendosi tra le quattro liste e dilaniandosi fino all’ultimo sull’ipotesi della ricandidatura del sindaco uscente. E non è un caso che Renato Rasicci, dominus di quel centrodestra vincente, sia tornato sulla scena pubblica proprio per analizzare la sconfitta, dopo lo stop forzato di qualche mese dovuto ad un malore. Dice Rasicci: «Il centrodestra albense ha commesso due gravi errori, con il risultato di spaccarsi e regalare una fetta del proprio elettorato, oltre che la vittoria, alla Casciotti. Il primo errore è stato quello di accettare decisioni che venivano prese a Teramo, come quello di schierarsi con un candidato sindaco come De Berardinis che viene dal centrosinistra. Il secondo errore, legato al primo, è stato quello di tradire la Piccioni: mi sono scontrato duramente con lei negli ultimi anni perché avrei voluto più risultati, ma devo riconoscerle che ha guidato la città con onestà e passione e che avrebbe meritato un altro mandato per portare a termine il lavoro iniziato». Poi la promessa: «Se la salute me lo consentirà, tornerò in campo».
Quanto alle tre liste sconfitte, la delusione è forte. CittàViva di Giuliano De Berardinis aveva forse capito di non essere in vantaggio ma non si aspettava un gap così ampio di 500 voti da quella vincente, mentre Voi in Comune di Remo Saccomandi confidava in un effetto sorpresa che non c’è stato, fermandosi al 16% di consenso. Ma è apparso chiaramente che entrambi hanno pagato l’accordo fallito all’ultimo. Discorso a parte vale per Gabriele Viviani di Alba Popolare che, con un gruppo con tanti volti nuovi e senza appoggi di partito, ha conquistato uno scranno in consiglio comunale che sembrava tutt’altro che scontato.(l.t.)
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