Rateizzazione Tari, informazione contestata

14 Agosto 2020

La consigliera Ciancaione: «Non c’è nessun riferimento negli avvisi che stanno arrivando»

ROSETO. Nessuna evidenza della rateizzazione in tre anni per le attività produttive colpite dalla crisi a causa dell’emergenza Covid 19 e tanta confusione sull’assenza di sanzioni e interessi. Sono gli aspetti mancanti, secondo la consigliera d’opposizione Rosaria Ciancaione, negli avvisi di pagamento della Tari 2020 che in questi giorni stanno arrivando nelle case dei cittadini. «Non c’è un’adeguata informativa», precisa Ciancaione, «sulla possibilità di pagare in tre anni la Tari 2020 e il cittadino non riesce a capire come fare per potersi avvalere dell’agevolazione di pagare fino a 36 rate e senza applicazione di sanzioni ed interessi».
Lo scorso 16 luglio il consiglio comunale , con specifica delibera, dopo l’approvazione all’unanimità della risoluzione per agevolare famiglie e imprese colpite dall’emergenza Coronavirus, ha stabilito che la Tari 2020 possa essere pagata in tre anni e senza applicazione di sanzioni ed interessi per tutte le attività produttive che hanno subito la chiusura in base ai decreti nazionali o che hanno ridotto il fatturato venendosi a trovare in una situazione di carenza di liquidità e per tutte le famiglie colpite da disoccupazione o sospensione del lavoro per i propri componenti che ha causato una condizione di disagio economico. «Il cittadino per avere la giusta informazione», aggiunge Ciancaione, «deve andare sul sito del Comune e scaricarsi il modulo per la richiesta di rateizzazione, ma sul numero delle rate possibili e sull’assenza di sanzioni ed interessi non si fa menzione alcuna e occorre andare a leggere in altra sezione la delibera del consiglio, senza considerare che sulla pagina principale del sito è presente il manifesto Tari che parla di rate scadenti il 30 settembre e il 10 dicembre 2020, e l’avvertenza che chi versa dopo le scadenze è tenuto al pagamento di una sanzione».
Secondo Ciancaione un’altra informazione che mancherebbe è la restituzione degli 800mila euro della Tari 2018. «È bene ricordare che la sentenza del Tar Abruzzo numero 83 del 2019», spiega Ciancaione, «ha sancito il ricalcolo delle tariffe escludendo tra i costi la quota relativa al fondo crediti di dubbia esigibilità, tanto da portare la commissione tributaria di Teramo a emanare sentenze in cui si sancisce che il Comune non possa esigere il pagamento della Tari 2018 in assenza di tariffe correttamente calcolate».(l.v.)
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