Rdb, via al picchetto degli operai e scatta la cassa integrazione

TORTORETO. La mattina la rivolta disperata degli operai contro lo smantellamento della fabbrica, il pomeriggio tutti cassaintegrati fino a data da destinarsi. Sono 40 i lavoratori della Rdb di...
TORTORETO. La mattina la rivolta disperata degli operai contro lo smantellamento della fabbrica, il pomeriggio tutti cassaintegrati fino a data da destinarsi. Sono 40 i lavoratori della Rdb di Tortoreto che rischiano di perdere il lavoro dopo il fallimento, avvenuto a febbraio, dell’azienda di strutture prefabbricate con sede a Piacenza. Solo pochi anni fa, erano quasi il triplo.
Ieri, mentre lavoravano nella catena di montaggio, un tir per il trasporto eccezionale è giunto dallo stabilimento Rdb di Caserta per portargli via da sotto le mani uno dei macchinari più importanti, una “pista” lunga quasi 50 metri. Così gli operai si sono piazzati davanti ai cancelli ed il tir non ha potuto fare altro che rigirare e tornarsene indietro, nonostante l’intervento dei carabinieri. Poche ore dopo è arrivata la cassa integrazione per tutti i dipendenti. «Abbiamo sciolto il picchetto, ma continuiamo a tenere sotto controllo l’ingresso della fabbrica: non intendiamo permettere l’avvio dello smantellamento prima di conoscere i nuovi proprietari», dice Giancarlo De Sanctis della Filca Cisl, che spiega: «Lunedì ai curatori fallimentari sono arrivate due offerte per l’acquisto della società con i suoi quattro stabilimenti in tutta Italia. Entrambe prevedono lo smantellamento, oltre a quello di Verona, anche di quello di Tortoreto, nonostante questo sia tra i più produttivi e strategici, ma soprattutto il più all’avanguardia: qui pochi anni fa la Rdb investì per produrre 60 milioni di euro di fatturato. Un potenziale enorme che a nessuno conviene perdere: vogliamo spiegarlo ai nuovi compratori, il cui nome si conoscerà solo nel fine settimana. E’ la nostra ultima carta e non vogliamo perderla perché qualcuno ha già deciso di avviare lo smantellamento».
Luca Tomassoni
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