Reati fiscali, Iachini sceglie il processo con il rito immediato

Aperto il dibattimento e acquisito tutto il fascicolo del pm Istruttoria veloce senza testi, decisiva la prossima udienza
TERAMO. Istruttoria rapida con l’acquisizione al fascicolo per il dibattimento di tutti gli atti contenuti in quello del pm, nessun teste, discussione (e forse sentenza) già annunciata per la nuova udienza di maggio: è un processo con il rito immediato (niente udienza preliminare) chiesto dallo stesso Iachini quello che si è aperto ieri mattina davanti al giudice monocratico Flavio Conciatori. L’accusa è quella di presunti reati fiscali che la Procura ipotizza a carico dell’imprenditore Franco Iachini, presidente del Teramo calcio (ma il caso non riguarda in nessun modo l’attività legata alla società calcistica).Tre le accuse ipotizzate dal pm Silvia Scamurra in relazione ad alcune società di cui Iachini è amministratore unico che operano nel campo dei servizi informatici per fatti avvenuti tra il 2015 e il 2017: si tratta di indebita compensazione di crediti d’imposta, emissione di fatture per operazioni inesistenti e dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.
Una vicenda scandita da molti passaggi. Un anno fa il tribunale del Riesame ha accolto il ricorso presentato dall’imprenditore teramano (rappresentato dall’avvocato Fabrizio Acronzio) disponendo il dissequestro di 700mila euro e riformando l’ordinanza in materia di sequestro preventivo adottata dal gip nel giugno dello stesso anno in particolare in merito all’accusa sostenuta dalla Procura sull’indebita compensazione di crediti d’imposta.
Sul fronte tributario, sempre nei mesi scorsi, la commissione tributaria regionale ha respinto il ricorso dell’Agenzia delle entrate contro il provvedimento con cui in precedenza la commissione tributaria provinciale ha accolto il ricorso dello stesso Iachini annullando il provvedimento con cui la stessa Agenzia delle Entrate aveva notificato alle società Infomobility.it Spa e Infosat Spa degli avvisi di accertamento per pagamenti. La commissione tributaria regionale, inoltre, ha condannato l’amministrazione finanziaria a pagare oltre 45mila euro di spese legali a favore dello stesso imprenditore.
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