Recita senza simboli natalizi: è guerra

Il divieto di un docente scatena la protesta dei genitori. Il sindaco: «Ho parlato con la preside, autorizzati presepi e alberi»
SILVI. Per la recita natalizia a Silvi scoppia un caso religioso e politico. Il 20 dicembre doveva essere un giorno di festa legato alle recite e agli auguri degli alunni del comprensorio “Da Vinci” ma si è trasformato in uno scontro tra genitori ed insegnanti. La miccia l’ha accesa un docente che nel comunicare agli alunni il programma della recita, avrebbe detto loro di non portare simboli natalizi all’evento. Niente simboli come cappellini di Babbo Natale, come angeli, stelle e altro.
La vicenda è esplosa sui social dove i genitori hanno postato tutto il risentimento per una presa di posizione definita “irragionevole” e contro i principi cristiani. Sebbene, a ben guardare, il docente non ha parlato di simboli religiosi ma natalizi, molti dei quali sono laici. La denuncia che più ha suscitato il dibattito è stata sulla pagina Facebook “Silvi nel cuore”. Gabriella Costantini ha scritto questo post: «A Silvi, nel Comune a guida leghista d’ Abruzzo per la prima volta nella sua storia , vengono vietati i tutti riferimenti al Natale dei cristiani nelle tradizionali attività, recite e concerti, di fine anno». Un argomento che ha infiammato gli animi e su cui, alla fine, è intervenuto il sindaco con una nota: «Di fronte a questa incredibile storia rimango basito e quello che più mi meraviglia è che ci sono stati i soliti sciacalli che ne hanno approfittato per criticare l’amministrazione. Per noi», ha ribadito Andrea Scordella, «il Natale rimarrà per sempre la commemorazione della nascita di Cristo, come abbiamo appreso dai nostri genitori e dai nostri avi e come l’hanno considerato da circa duemila anni le popolazioni dell’area mediterranea e del mondo occidentale in generale».
La vicenda non sembra essere finita, considerando che è già in vista una raccolta firme tra i genitori per disertare l’appuntamento del 20. Su Facebook si susseguono i commenti. «Dopo il polverone sorto sulla presenza o no della croce in classe, un provvedimento del genere appare un incitamento all'insurrezione nell'Italia cristiana e cattolica!», scrive Pino Di Febo. Per Vincenzo Monaco «va bene l’integrazione ma senza perdere le nostre tradizioni. Facessero recite che abbracciano tutte le culture». Un genitore, Gloria Mariani, è informata su quanto accadrà: «Ci saranno canti sulla fratellanza, la pace, l'amicizia. Senza riferimenti religiosi. Sicuramente non ci saranno canti islamici inneggianti Bin Laden. Questa volta non esiste polemica. Per me dovrebbero insegnare a scuola la storia delle religioni. Tutte». Un’altra mamma, Samantha D’Angieri, ha fatto notare che «l’anno scorso c’è stato il momento per i nostri bimbi di cantare le nostre canzoni natalizie e poi ci sono stati i canti degli altri bimbi di altre religioni e così andava benissimo! Quest' anno sono solo ridicoli!».
Ieri mattina il malcontento si è spostato davanti le scuola “da Vinci” dove i genitori e amministratori comunali hanno richiesto delucidazioni alla dirigente scolastica Paola Monacelli, ignara della vicenda perchè era stata assente dal lavoro. Al riguardo Scordella riferisce che la dirigente (che ricopre anche il ruolo di insegnante di religione) ha riferito che «il polverone alzato dall’arbitrario divieto di portare simboli natalizi nelle tradizionali recite prenatalizie che si terranno nei plessi scolastici di Silvi il 20 dicembre è stato causato da una iniziativa del tutto personale di una o più insegnanti». Sempre secondo Scordella la dirigente ha ribadito che non ha emanato «alcun divieto e di aver autorizzato regolarmente, come sempre, la costruzione di presepi e alberi di Natale in tutti i plessi della città».
«E’ chiaro», si legge nella nota del sindaco, «che si é trattato di una falsa notizia diffusasi velocemente su Facebook dove tanti genitori si sono ribellati di fronte all’inspiegabile divieto».
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