Recuperati rifiuti sul fondale

26 Agosto 2014

Parte un progetto sui danni all’ecosistema provocati dai rumori

PINETO. Il Parco marino del Cerrano promuove progetti finalizzati al recupero dei rifiuti dispersi in mare e al monitoraggio dei rumori e dei loro effetti sull'ecosistema marino: si chiamano "Mareciclo" e "Svampa", le iniziative che vedono l'Amp del Cerrano impegnata, rispettivamente, al fianco della Regione e dell'Università di Parma.

Il primo progetto è stato da poco avviato, ed ha permesso il recupero di attrezzature da pesca ed altri materiali abbandonati sui fondali. Tali oggetti sono stati in seguito condotti nel porto di Roseto e conferiti in aree ecologiche allestite per lo stoccaggio dei rifiuti; il recupero del materiale abbandonato, rinvenuto ad una profondità di 4-5 metri, è stato eseguito con la collaborazione di sub e della Guardia costiera. L'Amp, assieme al Comune di Pineto, sta predisponendo isole ecologiche per permettere ai pescatori di poter depositare al loro interno rifiuti ed altri oggetti ingombranti.

Il progetto "Svampa", invece, vede il parco del Cerrano fra le aree selezionate dall'università di Parma per poter usufruire dei finanziamenti europei stanziati per la valutazione degli effetti dei rumori prodotti dall’uomo sull'ecosistema. Nelle giornate di sabato e domenica verranno installate una sonda idrofonica per il monitoraggio dei rumori del fondale ed altre apparecchiature per la registrazione dei suoni. Entrambi i progetti usufruiscono inoltre dei fondi messi a disposizione da un'iniziativa dell'Unione europea, nell'ambito del programma "Guardians of the sea", e che prevede l'utilizzo dell'imbarcazione Eco-1, un ex peschereccio riconvertito in nave attrezzata per attività di ricerca scientifica ed eco-turismo, e già coinvolta in altre attività promosse dall'Amp.

Sandro Petrongolo

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