Recupero del teatro romano, i resti saranno coperti con un “velarium”

Prevista una struttura leggera per proteggere il monumento e offrire un riparo agli spettatori È una delle prescrizioni richieste dalla Soprintendeza archeologica per approvare il progetto
TERAMO. Per la protezione del teatro romano spunta l’idea di un “velarium”. Si tratta d una copertura leggera, una sorta di tensostruttura destinata a difendere i resti di epoca imperiale da agenti atmosferici e inquinamento. La copertura, che ricalcherebbe quelle di legno e stoffa utilizzate già dai romani, avrebbe anche la funzione di riparare gli spettatori durante gli spettacoli a cui sarà destinata la struttura, lasciando comunque visibile e libera l’area archeologica.
Questa soluzione rientra tra le osservazioni della Soprintendenza regionale al progetto di recupero del teatro presentato dall’amministrazione comunale mercoledì ai rappresentanti di associazioni e ordini professionali. Nel corso dell’incontro il progettista Girolamo Bellomo ha illustrato la versione dell’intervento elaborata dal suo studio, senza però entrare nel merito delle correzioni sollecitate dagli archeologi della Sovrintendenza. A elencarle è stato l’assessore alla cultura Luigi Ponziani e tra queste rientrano anche gli accorgimento per la protezione dei resti. Abbandonata l’idea aspramente contestata in città di realizzare una “gabbia” di vetro e acciaio che avrebbe oscurato il teatro, Bellomo ha previsto di rivestire le delicate strutture in gessarenite con una pellicola invisibile impermeabile all’acqua e allo smog. Per la soprintendenza, però, serve anche una copertura, per quanto leggera e meno impattante di quella prevista nella prima ipotesi progettuale. Questa e altre eventuali modifiche all’intervento saranno discusse in consiglio comunale, che stando a quanto annunciato dal sindaco Gianguido D’Alberto sarà convocato entro marzo per dare il via libera definitivo all’opera.
«Nell’assemblea con associazioni e ordini», spiega il primo cittadino, «è stato illustrato il progetto preliminare che non può essere ritoccato in questa fase. Dopo l’esame consiliare sarà stilata la versione definitiva con le modifiche recepite». Nel frattempo l’amministrazione civica, oltre al confronto con i gruppi politici in Comune, continuerà la raccolta di indicazioni e suggerimenti che proveranno dalla cittadinanza tramite l’attivazione di uno specifico indirizzo e-mail e la pubblicazione delle tavole progettuali sul sito internet dell’ente.
A parte la questione della copertura, la soprintendenza ha concentrato le sue osservazioni in particolare sull’allestimento di locali di servizio, bookshop e una zona per attività museali che nel progetto preliminare sono stati ricavati sotto la cavea, nella la parte mediana degli antichi gradoni. Questa soluzione è stata ritenuta troppo impattante, per cui gli spazi necessari per rendere utilizzabile il teatro per eventi culturali verrebbero ricavati all’interno di un piccolo edificio su tre piani di proprietà del Comune che ha ingressi sia sul lato di via Irelli che dall’area archeologica. Anche i camminamenti pedonali, indicati nel progetto preliminare per collegare i resti romani alla zona urbana circostante, rendendo sempre accessibile l’area archeologica, hanno incontrato le perplessità dei tecnici della soprintendenza. Sarà dunque necessario valutare un assetto alternativo per i camminamenti. Altre prescrizioni hanno valenza più estetica che funzionale. Per la soprintendenza va eliminato l’allestimento dello specchio d’acqua sulla copertura del fronte scena, che nella versione di partenza era prevista come elemento evocativo delle naumachie. Da evitare sarebbe, inoltre, la piantumazione di alberi all’interno dell’area archeologica, nella parte a ridosso di quella che sarà liberata con l’abbattimento di casa Salvoni e del moncone di palazzo Adamoli.
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