Redditi dallo spaccio di droga: confiscati immobili e denaro

10 Novembre 2023

Sigilli a beni e soldi per 93mila euro, ritenuti frutto di attività illecite, di due rom residenti a Cologna Per entrambi è scattato anche l’obbligo di dimora per tre anni, prevista la sorveglianza speciale

ROSETO. Dopo due mesi di indagini volte al contrasto e alla repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti, i finanzieri della tenenza di Roseto hanno confiscato beni e denaro frutto di proventi illeciti, per un valore di 93mila euro, ai danni di due persone di oltre 50 anni, di etnia rom, residenti a Cologna Spiaggia. Tra i beni sequestrati ci sono una struttura di 186 metri quadrati, due terreni di estensione complessiva di 6.100 metri quadrati, un autoveicolo e denaro.
Le indagini dei militari della Guardia di finanza hanno evidenziato una «sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio disponibile», che ha portato nei giorni scorsi a mettere i sigilli a tutti i beni confiscati. Il tribunale dell’Aquila, sezione misure di prevenzione, constatata la pericolosità sociale delle due persone, fanno sapere le fiamme gialle, ha disposto la confisca dei beni e delle disponibilità finanziarie, nonché l’applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno e senza allontanamento dal comune di residenza per tre anni. È stato stabilito inoltre il divieto di detenere armi e di associarsi abitualmente a persone che hanno subito condanne o che sono state sottoposte a misure di prevenzione. La confisca dei beni assume anche un valore sociale. «Il costante impegno delle fiamme gialle nell’aggressione dei patrimoni accumulati illecitamente», sottolinea la Guardia di finanza, «continua la nota, “consente di restituire alla collettività le ricchezze accumulate nel tempo da soggetti dediti all’illegalità». Un mese fa, inoltre, i finanzieri di Roseto hanno sequestrato, in un distributore automatico della zona, 110 confezioni monodose di cannabis light, più 150 chili di infiorescenze di cannabis in un magazzino del pescarese. In merito a questo, però, il Tar del Lazio ha bloccato il decreto del Governo Meloni, entrato in vigore il 22 settembre scorso che equiparava i prodotti a uso orale di cannabidiolo a sostanze stupefacenti e il 27 ottobre scorso lo stesso tribunale ha confermato la sospensione del decreto.
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