Reddito di cittadinanza Il Comune avvia i controlli

Cinquecento i nuclei familiari dei quali saranno verificati residenza e soggiorno Nei prossimi giorni partiranno anche i colloqui per i patti di inclusione sociale
TERAMO. Con l’avvio della fase due del reddito di cittadinanza nei prossimi giorni partiranno i controlli del Comune sui requisiti anagrafici di 500 nuclei familiari. Le verifiche riguarderanno in particolare la residenza e il soggiorno, con l’obiettivo di stanare eventuali “furbetti”.
Il ruolo del Comune in questa seconda fase, in ogni caso, non sarà solo quello di effettuare i controlli. Sempre nei prossimi giorni, infatti, l’ente inizierà a convocare, tramite i servizi sociali, quei beneficiari del reddito di cittadinanza che dovranno sottoscrivere i cosiddetti “patti per l’inclusione sociale”. Si tratta di disoccupati da oltre due anni o persone i cui nuclei familiari vivono situazioni di particolare disagio (nuclei che hanno sottoscritto un progetto di inclusione ai fini Rei, nuclei privi di ammortizzatori sociali, nuclei privi di accompagnamento da parte dei centri per l’impiego attraverso i patti di servizio), e che hanno dunque la necessità di essere inseriti in percorsi su misura. Al momento gli utenti che dovranno essere convocati dai servizi sociali del Comune di Teramo sono 267, ma anche questo numero è destinato ad aumentare. «In base ai dati del primo accesso sulla piattaforma Gepi, attivata nell’ambito del reddito di cittadinanza, il Comune dovrà effettuare i controlli su 500 nuclei familiari e chiamare 267 utenti destinati a sottoscrivere i patti per l’inclusione sociale», spiega l’assessore con delega al sociale Simone Mistichelli, «questi ultimi saranno sottoposti a una valutazione multidimensionale finalizzata a identificare i bisogni del nucleo familiare e dei suoi componenti, al fine di individuare un apposito percorso di inclusione sociale». Agli adempimenti da svolgere per il reddito di cittadinanza si aggiungono quelli relativi ai 47 utenti che stanno ancora percependo il reddito di inclusione. Una mole di lavoro particolarmente gravosa a fronte della quale il Comune, a breve, procederà all’assunzione di sei nuovi assistenti sociali (inizialmente dovevano essere quattro) con contratto a tempo determinato. Assunzioni che saranno effettuate grazie alla quota servizi del fondo povertà e ai fondi del Pon (piano operativo nazionale) inclusione. «Queste sei risorse saranno impiegate nell’area dell’inclusione sociale», conferma Mistichelli, «e in particolare a favore di coloro che beneficiano di misure di sostegno quali il reddito di cittadinanza e di inclusione. Grazie alle nuovi assunzioni, infatti, sarà possibile rafforzare la rete di servizi volti a contrastare le situazioni di povertà ed esclusione e potenziare le attività del segretariato sociale». Per quanto riguarda poi il fondo povertà la quota non destinata alle assunzioni sarà utilizzata per l’attivazione di interventi di inclusione quali l’assistenza educativa domiciliare, quella territoriale per la costruzione dei requisiti per l’occupabilità, tirocini finalizzati all’inclusione sociale.
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