Reddito di cittadinanza Niente assalto agli sportelli

7 Marzo 2019

I Caf si sono organizzati e hanno spiegato che c’è tempo per tutto marzo Gli interessati sono tanti, soprattutto chi ha perso il lavoro e non lo ritrova

TERAMO. Nessun assalto agli sportelli dei Caf o delle Poste per depositare la richiesta del reddito di cittadinanza. I più hanno capito che c’è tempo fino alla fine di marzo per ottenere la card ad aprile e che comunque le domande si possono presentare anche nei mesi successivi.
I Caf, d’altronde, da giorni lo spiegano e si sono organizzati per evitare file. Il Caf della Cisl ha scelto di fissare degli appuntamenti. «Non c’è caos: noi stiamo fissando appuntamenti da lunedì 11», spiega Simona Di Andrea responsabile degli 11 Caf Cisl in provincia, «d’altronde c’è tempo per tutto marzo e intanto domani (oggi per chi legge, ndr) andiamo a un corso di formazione sull’argomento». Finora sono almeno 200 gli appuntamenti fissati negli 11 Caf Cisl. «Le persone che sono venute a chiederci informazioni e a fissare gli appuntamenti sono eterogenee», continua Di Andrea, «sono soprattutto coloro – uomini e donne – che hanno perso il lavoro e non sono riusciti a rioccuparsi. Devo dire che sono tanti: dal 2018 abbiamo avuto la percezione che manca il lavoro più che nel passato. E c’è chi non riesce a pagare le bollette o a fare la spesa. I più vorrebbero lavorare, non percepiscono il reddito di cittadinanza come un’assistenza fine a se stessa. Ci sono anche molti stranieri. E poi c’è chi chiede della pensione di cittadinanza».
Niente ressa anche ai Caf della Cgil dove ieri hanno sbrigato sulle cento pratiche (una trentina a Teramo): «Temevamo un afflusso maggiore, ma la gente ha capito che non c’è fretta», spiega Emanuela Loretone, segretaria di organizzazione della Cgil, «il problema vero sarà poi come tutto il sistema sarà in grado di rispondere, cioè quando sarà corrisposto il reddito e quando si troverà lavoro ai cittadini. Infatti il reddito di cittadinanza non è solo rivolto a situazioni di povertà, proseguendo in tal senso l’esperienza del Rei, ma ci sono anche elementi di politiche attive del lavoro e per la famiglia». Anche Emanuela Loretone conferma che le persone che chiedono il reddito di cittadinanza sono diverse, perlopiù giovani o persone di mezz’età che hanno perso il lavoro. I Caf Cgil da oggi saranno organizzati con una persona che in prima battuta controllerà se il cittadino ha tutti i documenti (in primis l’Isee) per poi farlo accedere a chi compilerà la pratica.
Una trentina di persone si sono recate ieri al Caf delle Acli: «Non ci sono state lunghe code, erano stati avvisati che non era necessario fare tutto oggi. In genere sono persone di mezz'età che hanno perso il lavoro e non lo ritrovano. Ma ci sono anche invalidi civili che hanno la prestazione assistenziale da 290 euro», conferma un operatore.
©RIPRODUZIONE RISERVATA