Referendum, Grifoni è in sciopero della fame

11 Giugno 2022

L’esponente dei Radicali si appella al sindaco: «Deve invitare i teramani a votare» Rifondazione invece contesta la consultazione: «Se n’è appropriata la destra»

TERAMO. A poche ore dalla chiamata alle urne per i referendum abrogativi sulla giustizia, si susseguono gli ultimi appelli al voto. Dal Partito radicale di Teramo si leva una richiesta al sindaco Gianguido D'Alberto affinché ricordi ai cittadini, nella sua veste istituzionale, l'importanza del voto al di là del “sì” o “no” ai quesiti. A scrivere al primo cittadino è Ariberto Grifoni, radicale teramano in sciopero della fame da cinque giorni: «Non si tratta di una protesta, al contrario, questo movimento politico di sciopero della fame incarna la volontà di dialogo per far emergere dall’oblio la lettera della Costituzione repubblicana che, nel primo articolo del suo Titolo IV – Rapporti Politici, determina la libertà del voto di ciascun cittadino quale esercizio di dovere civico. Un richiamo immediato ai cittadini teramani da parte del loro massimo rappresentante s’impone affinché tutti s’ispirino a questo principio del nostro diritto pubblico», conclude. Il partito si batte per il “sì” ai referendum, ritenendo necessaria l'abrogazione delle cinque norme sulla giustizia contemplate nei quesiti.
Sul fronte opposto, Rifondazione Comunista - Sinistra Europea invita a votare “no” o a non recarsi alle urne. «I temi provengono dai Radicali, ma l’indizione della consultazione elettorale è dovuta all’approvazione di nove consigli regionali guidati dalla destra, senza che i proponenti abbiano presentato alla Corte di Cassazione le firme raccolte. Ciò determina l’appropriazione e lo stravolgimento da parte della destra politica del tema della “giustizia giusta” scippato agli stessi Radicali. Questo ha ulteriormente spostato la discussione sul piano di un falso garantismo, quello esclusivo appannaggio dei ricchi, e di una rivincita della politica contro la magistratura “politicizzata” paralizzante i cittadini di buona volontà», scrive Mirko De Berardinis, segretario provinciale di Rifondazione, sottolineando come il referendum non sia nato per modificare qualsiasi legge ma per «far partecipare la cittadinanza a decisioni di portata generale ovvero in materia di diritti soggettivi prevalentemente personali. I cinque referendum sono invece caratterizzati da materie iper-specifiche e iper-tecniche».
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