Renata, un’altra testimone contro Simone

15 Dicembre 2017

Il giallo della pittrice, una donna accusa il figlio: «La voleva ammazzare». Lui dice: «Mai frequentata»

GIULIANOVA. In attesa delle certezze che potranno arrivare solo dagli accertamenti scientifici, il giallo della 64enne pittrice Renata Rapposelli continua ad essere al centro di trasmissioni televisive nazionali. Mercoledì sera, nel corso di “Chi l’ha visto?” è stata trasmessa la testimonianza di una donna marchigiana che ha raccontato di aver avuto una lunga amicizia con Simone Santoleri, il figlio della vittima, e che in alcune occasioni quest’ultimo le avrebbe detto «Prima o poi mia madre l’ammazzo». La donna, inoltre, ha raccontato che l’uomo più volte sarebbe andato a trovarla a Tolentino e che insieme avrebbero fatto delle passeggiate sulle rive del Chienti. Facendo così ipotizzare come Simone conosca la zona in cui è stato ritrovato il corpo della Rapposelli.
Simone, che insieme al padre Giuseppe è indagato per omicidio e occultamento di cadavere, tramite i suoi legali (Gianluca Reitano, Gianluca Carradori e Alessandro Angelozzi) smentisce la ricostruzione della donna. Sostiene di conoscerla perchè è stata la fidanzata di un suo amico, ma di non essere mai andato a trovarla nè di aver detto quelle cose sulla madre. Lui e il padre continuano a ripetere che quel 9 ottobre (giorno della scomparsa) Giuseppe ha accompagnato Renata fino a Loreto e qui l’ha lasciata. Ma ormai appare chiaro che gli inquirenti siano convinti che quel viaggio in auto verso Loreto non ci sia mai stato. A insinuare dubbi sulla ricostruzione di padre e figlio ci sono le dichiarazioni di una farmacista di Tortoreto: la donna ha raccontato che quel 9 ottobre Renata è entrata nella sua attività per chiedere un calmante. Erano circa le 17, quindi tre ore dopo rispetto all’indicazione data da Giuseppe e Simone che sostengono di aver riaccompagnato la donna a Loreto intorno alle 14. (d.p.)
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