Renato Brunetta accolto dalla rabbia dei sindaci

Il presidente dei deputati di Forza Italia rimproverato dai primi cittadini di Notaresco e Sant’Egidio: «A Roma dovevate protestare insieme a noi»
TERAMO. Il sindaco di Notaresco Diego Di Bonaventura perde le staffe nell'incontro con il deputato Renato Brunetta e si becca il commento «è un po' coglione» da parte del presidente del gruppo parlamentare di Forza Italia alla Camera. A metterci una toppa la deputata abruzzese Paola Pelino, che giustifica l'uscita: «Tutte le reazioni degli amministratori sono comprensibili in questo frangente». Il siparietto si è verificato ieri pomeriggio durante la breve visita in città del deputato, accompagnato dalla parlamentare Renata Polverini. Brunetta, invitato dal sindaco Maurizio Brucchi, avrebbe dovuto fare un sopralluogo nel territorio, ma un ritardo nella tabella di marcia ha ridotto la visita a un incontro nella sede provvisoria di palazzo di città.
Partito in mattinata dalla capitale, il presidente del gruppo di Forza Italia ha infatti visitato prima alcuni comuni marchigiani colpiti dal sisma e poi ha fatto tappa nel capoluogo abruzzese, dove ha avuto tempo solo di ascoltare i sindaci della provincia. A fare il punto della situazione il consigliere regionale Paolo Gatti, che ha così bollato il recepimento degli emendamenti: «Rispetto al nulla, abbiamo un topolino». Quindi, a turno, iniziando dal padrone di casa Brucchi, gli amministratori di Campli, Atri, Canzano, Bisenti, Notaresco e Sant'Egidio hanno fatto l'elenco delle criticità vissute non solo in seguito al terremoto, ma dovute al combinato di neve, frane e assenza di energia elettrica, con tutte le disastrose ripercussioni tutt'ora in corso su territori ed economia. «Siamo al dissesto finanziario, non abbiamo più fondi. Qui non si tratta di essere dentro o fuori il cratere, che si traduce solo in una guerra tra poveri», è stato l'appello condiviso dei sindaci.
Tutti i rappresentanti di Forza Italia presenti hanno posto l'accento sulla differenza di gestione della crisi tra il governo Berlusconi (ai tempi del sisma del 2009) e quello di Renzi, bollato come assente, con Nazario Pagano che dell’Aquila ha parlato come di «città rinata» e di cittadini aquilani che «si sentono al sicuro» nelle new town «realizzate con sistemi innovativi». Giudicata inconsistente anche l'azione del governo regionale.
«Tornate a Roma la prossima settimana, vi farò entrare in aula durante la discussione del testo emendato», ha dichiarato Brunetta. Peccato che come ha ricordato con toni esagitati il sindaco di Notaresco, e in maniera più pacata quello di Sant'Egidio Rando Angelini, «durante la prima "marcia su Roma" ci aspettavamo che foste lì, invece no. Non è una critica ma uno sfogo».
Emanuela Michini
©RIPRODUZIONE RISERVATA

