Reperti nel cantiere del corso, tutto fermo

14 Giugno 2016

Il Comune attende le disposizioni delle sovrintendenze che però non hanno ancora risposto

TERAMO. Si complicano i lavori in corso San Giorgio. La scoperta di reperti romani e di epoca ottocentesca nella parte centrale del cantiere ha determinato una situazione di stallo che rischia di ingolfare l'intervento di riqualificazione avviato dal Comune. Sul trattamento dei resti affiorati durante gli scavi devono esprimersi entrambe le sovrintendenze regionali, sia quella archeologica che quella competente per i beni architettonici, ma finora da nessuna delle due sono arrivate risposte definitive.

Per questo, durante la riunione del tavolo tecnico che tiene sotto controllo l'andamento dell'opera, il sindaco Maurizio Brucchi e i rappresentanti dell'associazione d'imprese appaltatrice dei lavori hanno concordato di procedere oltre la zona interessata dai ritrovamenti. Oggi, dunque, verrà occupata un ulteriore tratto de corso fin quasi a largo San Matteo e all'ingresso della prefettura, che comunque resterà libero, per non bloccare il cantiere. «Sarà transennato uno spazio di sette o otto metri al massimo», spiega Brucchi, «anche perché ci servirà per verificare se in quel punto ci sono ulteriori resti nel sottosuolo». Lo spostamento del cantiere è stato comunicato al prefetto Graziella Patrizi e annunciato ieri ai commercianti interessati dall'assessore ai lavori pubblici Franco Fracassa che ne ha spiegato i motivi dettati dall'esigenza di bloccare l'intervento. Nel frattempo il sindaco invierà una nota ai responsabili delle sovrintendenze, Maria Giulia Picchione e Glauco Angeletti, per sollecitare un incontro nel quale individuare una soluzione per i reperti. «Da parte nostra c'è la piena disponibilità a valorizzarli, rispettare e ricostruire la storia della nostra città è importante», sottolinea il primo cittadino, «ma il cantiere deve andare avanti». Il blocco prolungato dei lavori, oltre a far saltare le scadenze di riconsegna dell'opera, a detta di Brucchi avrebbe ripercussioni negative sugli accorgimenti tecnologici previsti nell'intervento. «I soldi pubblici», precisa il sindaco, «non si possono buttare dalla finestra». L'intesa su una soluzione, insomma, è urgente. «Se non si raggiunge al più presto», fa rilevare Brucchi, «non saremo in grado di andare avanti con i lavori». (g.d.m.)

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