Residenti in rivolta, Villa Ardente assediata dai piccioni

22 Ottobre 2014

ROSETO. È allarme piccioni nel centralissimo quartiere di Villa Ardente. Centinaia di volatili hanno infatti preso possesso dei tetti di diverse abitazioni della zona, spingendosi anche fino nei...

ROSETO. È allarme piccioni nel centralissimo quartiere di Villa Ardente. Centinaia di volatili hanno infatti preso possesso dei tetti di diverse abitazioni della zona, spingendosi anche fino nei paraggi di piazza Filippone, sul lato mare della città. «All’inizio erano solo pochi esemplari», dice un imprenditore che abita nell’area, «ma con il passare dei mesi il loro numero è aumentato a dismisura, tanto da creare numerosi problemi; non ultimo il rischio per la salute».

Il disagio più evidente riguarda gli escrementi che ormai ricoprono marciapiedi e balconi sottostanti. «L’ingresso del mio negozio è diventato una specie di campo minato» lamenta una commerciante «tanto che molta gente è costretta a fare un largo giro per passare, figuriamoci poi quando si tratta di entrare o per osservare le vetrine da vicino». L’unica soluzione è usare un idrante per ripulire i marciapiedi, ma ciò è possibile solo al mattino presto, il che rende inutile l’operazione. «Non posso più usare il balcone», denuncia un residente in via Trebbia, «ormai gli escrementi ricoprono ogni cosa e temiamo per la salute dei nostri figli. Per questo abbiamo presentato un esposto alla Asl, ma fino a oggi il problema non è ancora stato risolto». «Sono costretta a far asciugare il bucato in casa» interviene una signora che abita in via Lombardia «perché stenderli sul balcone significherebbe doverli lavare di nuovo, come è già accaduto, a causa degli escrementi di piccione». Gli effetti della presenza dei volatili non risparmiano neppure le automobili . «Sono costretto a portare la macchina al lavaggio ogni settimana» dice un altro abitante del quartiere «e questo accade quando torno a casa tardi e trovo posto solo sotto le case sui cui tetti la presenza degli uccelli è maggiore». I passanti che conoscono il fenomeno percorrono di corsa i tratti di marciapiede a rischio, mentre molti ignari pedoni finiscono con il diventare inconsapevoli bersagli degli escrementi.

«Per non parlare della puzza», sbotta un’altra signora «e delle piume che ritroviamo, oltre ai versi che fanno quei piccioni, diventati insopportabili». La situazione ha esasperato molti residenti, tanto da spingere qualcuno di essi a rivolgersi al Comune. «Non so cosa si possa fare in questi casi» dice uno di essi «ma credo che sia compito del Comune tutelare l’igiene della città e, soprattutto, prevenire le malattie: credo che tutta questa sporcizia non faccia bene». (f.ce.)

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