Residenza per anziani: protesta dei 36 lavoratori

24 Maggio 2023

Sit-in insieme a Cgil, Auser e politici: «Ci hanno mandato a casa dopo il Covid promettendoci l’apertura come Rsa in primavera, ma ad oggi ancora nulla»

GIULIANOVA. «Se non ci pensano la Asl e la Regione, la Rsa del bivio di Bellocchio la riapriamo noi». È la provocazione lanciata dai 36 dipendenti, in disoccupazione da novembre scorso, e da Cgil, pensionati Cgil e Auser, associazione per l’invecchiamento attivo, in seguito alla chiusura dal 31 ottobre 2022 della residenza sanitaria assistita di bivio Bellocchio, sulla statale 80 a Giulianova.
In realtà la struttura, pronta dal 2 luglio 2015, non è mai entrata in funzione come Rsa, ma è stata aperta solo durante la pandemia Covid da aprile 2020 fino al 31 ottobre 2022. Ieri mattina c’è stato un sit-in di protesta davanti ai cancelli chiusi della Rsa con la presenza di diversi lavoratori, dei sindacalisti Pancrazio Cordone e Luigi Scaccialepre, rispettivamente segretario generale della Cgil Teramo e segretario provinciale dei pensionati italiani Cgil, e di alcuni politici come il consigliere regionale del Pd Dino Pepe, l’ex sindaco di Giulianova Claudio Ruffini e la consigliera del Cittadino Governante Alberta Ortolani.
«È una vicenda che ci portiamo dietro da più di 10 anni», commenta Cordone, «e che non trova un epilogo, con un rimbalzo di responsabilità tra Regione Abruzzo e Asl di Teramo che sta diventando stucchevole. Questa è la dimostrazione del disinteresse della giunta regionale per il nostro territorio. In Abruzzo ci sono 949 posti accreditati per le Rsa per anziani, e di questi solo 77 in provincia di Teramo. È il segno di un peso specifico della politica del nostro territorio che è davvero basso». In provincia di Teramo ci sono ben 6mila persone malate di Alzheimer o demenze simili, come precisa Scaccialepre. «Il 5 per cento degli ultrasessantenni», spiega Scaccialepre, «ha problematiche di questo tipo. Noi siamo convinti che strutture come queste servano per migliorare la qualità della vita dei pazienti, ma danno una mano anche alle famiglie che spesso sono lasciate sole. Noi dobbiamo assolutamente aprire un confronto con la Asl affinché questa struttura possa essere riaperta il prima possibile». E poi ci sono loro, i lavoratori, tutti infermieri e operatori socio sanitari che durante la pandemia hanno prestato servizio nella struttura e che ora sono in disoccupazione. «Ci hanno promesso che in primavera sarebbe stata riaperta la struttura», dicono, «ma ad oggi ancora nulla. Noi chiediamo solo di lavorare e di esprimere le nostre competenze, e di attivare finalmente questo edificio per il suo scopo, ovvero la Rsa per anziani».
Tutto è iniziato il 16 aprile 2012 con l’indizione della gara per l’affidamento del servizio di gestione della Rsa, e il 2 luglio 2015 c’è stata la stipula del contratto d’appalto con decorrenza, a compimento dei lavori edili, dalla data di effettiva attivazione della struttura. «Ma i giorni di apertura come Rsa», conclude Cordone, «finora sono stati pari a zero». Alcuni mesi fa in consiglio comunale il gruppo del Cittadino Governante ha sollevato la questione invitando l’amministrazione a interloquire con Regione e Asl affinché la Rsa venga finalmente attivata.
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