Residenze fittizie, anche i vigili respingono tutte le accuse

NOTARESCO. Nell’ambito degli interrogatori davanti al gip Roberto Veneziano di vigili ed ufficiali di stato civile coinvolti nell’inchiesta del pm Stefano Giovagnoni su un presunto giro di residenze...
NOTARESCO. Nell’ambito degli interrogatori davanti al gip Roberto Veneziano di vigili ed ufficiali di stato civile coinvolti nell’inchiesta del pm Stefano Giovagnoni su un presunto giro di residenze fittizie rilasciate a cittadini brasiliani con avi italiani nei Comuni di Roseto, Pineto, Notaresco e Castellalto, e per i quali la Procura ha chiesto la misura interdittiva della sospensione dal servizio, ieri mattina è stata la volta di quattro agenti di polizia municipale. A sfilare davanti al giudice il comandante dei vigili di Castellalto Dino Di Bartolomeo (assistito dall’avvocato Luigi Di Liberatore), il comandante dei vigili di Notaresco Sabatino Marziani (assistito dall’avvocato Gabriele Rapali), il maresciallo della polizia municipale di Notaresco Giacomo Catarra (assistito dall’avvocato Antonio Borgia) e l’agente di polizia municipale del Comune di Pineto Maria Di Majo (assistita dall’avvocato Antonino Orsatti). Tutti hanno risposto alle domande del gip, rigettando ogni accusa e illustrato le procedure previste e seguite. Sempre per oggi era previsto anche l’interrogatorio del vicecomandante della polizia municipale di Notaresco Domenico Sposetti, assistito dall’avvocato Renzo Di Sabatino, che ha però chiesto ed ottenuto un differimento.
L’inchiesta, che ha già portato a dieci ordinanze di divieto di dimora in provincia per altrettanti titolari di agenzie di intermediazione, è quella partita due anni fa e condotta dalla squadra mobile della questura di Teramo, che vede sul tavolo, secondo la Procura, un vero e proprio business per velocizzare le pratiche relative all'ottenimento della cittadinanza e questo attraverso un giro di residenze fittizie. All'epoca a far scattare le indagini erano state le numerose richieste di passaporti presentate in questura da parte di brasiliani che avevano da poco ottenuto la cittadinanza italiana. Una circostanza che aveva insospettito gli investigatori, che con il coordinamento della Procura aveva dato il via a tutta una serie di accertamenti che avrebbero fatto emergere diverse irregolarità nelle attestazioni di residenza, necessarie per l’ottenimento della cittadinanza.(a.m.)
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