Respinto il ricorso Team sui crediti inesigibili

28 Marzo 2017

Lo aveva presentato al Tar l’ex amministratore delegato Ranalli: iniziativa contro la delibera comunale sul mancato introito di 1 milione 300mila euro della tassa rifiuti

TERAMO. «Carenza d'interesse a ricorrere». Con questa motivazione il Tar dell'Aquila ha dichiarato inammissibile, nella sentenza emessa ieri, il ricorso presentato dalla Team a firma dell'ex amministratore delegato Luca Ranalli sui crediti inesigibili. La società che gestisce la raccolta dei rifiuti aveva impugnato la delibera di consiglio comunale, riferita al piano economico dell'anno scorso per il servizio, contestando il mancato inserimento nel documento degli 1,3 milioni di euro di quote non versate dall'utenza e dunque non incassate nel periodo 2007-2009. Nel ricorso Ranalli evidenziava come il provvedimento consiliare fosse viziato da «eccesso di potere per difetto di istruttoria e travisamento dei fatti», eccependo anche la violazione della normativa secondo la quale tra i costi del servizio vanno considerati anche i mancati ricavi derivanti dai crediti inesigibili.

Le argomentazioni dell'ex amministratore delegato, nel frattempo rimpiazzato da Pietro Pelagatti, sono state respinte dal tribunale amministrativo a dimostrazione, secondo il Comune, «che quello di Ranalli, era solo un tentativo di far pagare due volte la tariffa a chi di fatto l'aveva già pagata». I giudici amministrativi nella sentenza chiariscono, infatti, che «l'eventuale accoglimento del ricorso, ossia l'annullamento della delibera, non determinerebbe l'esito sperato dalla società ricorrente, ossia la corresponsione da parte del Comune che incassa il gettito tariffario per il servizio di igiene urbana delle somme relative ai crediti inesigibili dichiarati dalla concessionaria». D'altra parte il provvedimento impugnato non cancellerebbe comunque il diritto della Team ricevere dall'ente il pagamento del corrispettivo previsto per il servizio reso ancorché non completamente riscosso tramite le tariffe applicate agli utenti. Anche per questo, dunque, il Tar ritiene che «nessuna utilità la società ricorrente può trarre dall'accoglimento del ricorso» e di conseguenza lo rigetta. L'amministrazione comunale tra l'altro fa notare che Ranalli si era rivolto al tribunale amministrativo senza vi fosse stato un pronunciamento in merito da parte del consiglio di amministrazione della società.

Soddisfatto il sindaco Maurizio Brucchi: «La sentenza mette fine ad una querelle durata fin troppo, con un dibattito sterile. Quello dei crediti inesigibili è un tema attuale e importante che ha coinvolto l'intero paese, tanto che il governo ha posticipato i tempi alle società di riscossione per esercitare la loro attività. Cosi come altro tema attuale è la dichiarazione di reale inesigibiltà dei crediti non essendo sufficiente una semplice certificazione per imporre ai cittadini di pagare due volte la stessa tassa». (g.d.m.)

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