Restituzione tasse: «Grande ingiustizia»

Montorio, imprenditori e amministratori preoccupati alla riunione sulla imposte per i centri del cratere 2009
MONTORIO. Imprenditori e amministratori hanno animato, ieri pomeriggio al cineteatro comunale di Montorio, l’iniziativa contro la restituzione delle imposte del 2009, organizzata dall’ex primo cittadino Gianni Di Centa. «Mancando un punto di riferimento», ha esordito Di Centa, «mi sono fatto carico dell’organizzazione di questa iniziativa, coinvolgendo tutte le forze politiche. Il problema delle restituzione della tasse è un problema di tutti, imprese e famiglie che vedranno sovrapporsi la restituzione delle imposte di tre terremoti. Mi auguro, pertanto, che si possa trovare velocemente una soluzione». Il nodo risiede nel fatto che l’Europa ha chiesto alle imprese la restituzione dell’agevolazione fiscale e contributiva prevista per quelle incluse nel cratere del terremoto 2009. Quindi nel Teramano a quelle di Montorio, Colledara, Penna Sant’Andrea, Castelli, Arsita e Tossicia.
Durante il dibattito, moderato dalla giornalista Daniela Facciolini, la parlamentare Stefania Pezzopane ha parlato di un tavolo costituito con la Regione e con le categorie, nel corso del quale sono state definite le strategie. «In attesa della pronuncia del Tar (Il pronunciamento sul ricorso di 91 aziende, di cui 15 teramane è atteso per il 18 aprile, ndr)», ha sottolineato, «abbiamo chiesto di dilatare i tempi, poiché dopo 9 anni trenta giorni per rispondere ai quesiti posti dal commissario straordinario sono pochi. E poi abbiamo chiesto un decreto che blocchi il provvedimento». La Pezzopane ha ribadito l’importanza della manifestazione di lunedì all’Aquila, alla quale «devono partecipare tutti senza distinzione di bandiera, ci vuole un'azione politica forte».
Per il presidente emerito della Regione Gianni Chiodi che ha ripercorso le tappe della “mancata notifica” all’Europa dell’attuazione dello sgravio fiscale e contributivo, dopo l'intervento tecnico dell'avvocato tributarista Michele Del Castello, il problema sta nel fatto che «la Commissione Europea non ritiene che lo Stato italiano debba recuperare le somme per mancanza della notifica, ma prescrive questo recupero perché i costi al regime di vantaggio non sarebbero proporzionati al danno subito». E Chiodi spiega come il governo Monti motivò correttamente la riduzione del 60% delle tasse che «non era una compensazione per i danni subiti dal terremoto, bensì una misura che mirava a riattivare il tessuto economico. Il problema è che l'Europa non ha voluto ascoltare queste motivazioni. E sta di fatto che oggi siamo in questa situazione». E non nasconde una certa amarezza l’ex governatore, che evidenzia come «bisogna far capire all'Europa che i costi subiti da un territorio dal terremoto non sono solo danni materiali, poiché si è trattato del blocco dell'intera economia».
A chiudere gli interventi, che hanno trovato concordi i relatori, il vice presidente della giunta regionale Giovanni Lolli che ha parlato della lettera inviata al presidente Mattarella nella quale viene ripercorsa l’intera vicenda. «È singolare che questa procedura dell’Unione Europea», ha detto Lolli, «sia in corso solo per un terremoto che ha portato 309 morti. E’ un’ingiustizia intollerabile. Per questo chiediamo al governo attuale di riaprire la trattativa con l'Europa. Le tasse che il nostro Stato ci ha detto di pagare le stiamo pagando, ma non possiamo morire». Presenti in sala, fra gli altri, anche i sindaci di Crognaleto Giuseppe D’Alonzo, Penna Sant’Andrea Severino Serrani, Campli Pietro Quaresimale e il commissario della Comunità montana di Tossicia Nando Timoteo.
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