Retko: l’esproprio per parco Franchi si poteva non pagare

GIULIANOVA. Carte alla mano, risalenti al 1974, Fabrizio Retko di Linea Retta ha ricostruito ieri l’iter che ha portato all’esproprio del parco Franchi e alla sentenza di giugno 2013 che impone al...
GIULIANOVA. Carte alla mano, risalenti al 1974, Fabrizio Retko di Linea Retta ha ricostruito ieri l’iter che ha portato all’esproprio del parco Franchi e alla sentenza di giugno 2013 che impone al Comune il pagamento di 4milioni e 400mila euro agli eredi Franchi, chiedendo che non siano i cittadini giuliesi a pagare tale somma ma i responsabili delle amministrazioni passate. Retko ha infatti spiegato che dal prezzo stimato dalla Regione di 14 milioni di lire per l’esproprio, oggi il debito è arrivato a 4 milioni e 400mila euro. «Chiediamo che siano pagati solo 14 milioni», ha affermato Retko, «e il resto della cifra spartita tra chi ha colpa di questo aumento spropositato. Sarà la corte de conti a stabilire i responsabili». Retko ha annunciato anche l’intenzione di inviare le carte alla Corte dei conti, come richiesto nella mozione che verrà discussa nel prossimo consiglio comunale del 7 giugno. «Gli eredi Franchi», ha affermato Retko, «nel 1979 dichiaravano la volontà di rinunciare all’indennità di esproprio in cambio di una porzione di terreno larga 30metri da “destinare a zona di completamento con l’indice di fabbricazione per questa prevista”, come recita la lettera scritta dall’avvocato dei fratelli». Gli eredi chiedevano dunque solo uno spazio dove costruire in cambio della cessione gratuita del parco e dell’area antistante la chiesa di San Pietro Apostolo. «La Regione Abruzzo fissò il prezzo dell’esproprio», ha ricordato Retko, «a 13 milioni 946mila lire. I Franchi, dopo ripetute lettere di sollecito all’amministrazione senza risposta per chiudere la transazione, chiesero 65milioni». Ma una soluzione, sostiene l’esponente di Linea retta, non venne mai trovata. (m.t.)
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