Revocato il sequestro di una parte del “Grillo”

Martinsicuro, la Corte d’appello restituisce alla proprietà la porzione contestata del centro commerciale. La società pronta a chiedere un mega risarcimento
MARTINSICURO. La parte sequestrata del centro commerciale "Il Grillo" di Villa Rosa viene dissequestrata e torna nella disponibilità della proprietà. Questo quanto sentenziato dalla Corte di appello dell'Aquila, che scrive un altro capitolo dell'intricata storia giudiziaria che ha accompagnato la realizzazione del centro commerciale al confine con Alba Adriatica. Dopo la richiesta di risarcimento danni da oltre 28 milioni di euro avanzata dalla proprietà al Comune di Martinsicuro, e che a breve dovrebbe essere presentata in tribunale, arriva la decisione dei giudici d’appello che riconsegna alla proprietà la parte del centro commerciale, compreso il costruendo hotel, cui erano stati apposti i sigilli nel 2010.
«Vista la richiesta», si legge nell'ordinanza emessa dal tribunale aquilano, «di revoca del sequestro conservativo proposta dalla Grillo Centro Affari e rilevato che il sequestro, a seguito di sentenza di assoluzione pronunciata da questa corte, ha perso efficacia, va disposta la restituzione del bene all'avente diritto mentre per quanto concerne la cancellazione della trascrizione del sequestro sull'immobile ad essa deve provvedere il pm e solo in caso di diniego potrà essere proposto incidente di esecuzione». L'ordinanza emanata dal tribunale ha, quindi, dichiarato la perdita di efficacia del sequestro conservativo disposto dal tribunale di Teramo, sezione di Giulianova, con sentenza datata il 17/12/2012, sul bene immobile di proprietà della Grillo Centro Affari, disponendo la restituzione della parte posta sotto sequestro alla società.
La storia del centro commerciale di Villa Rosa è iniziata nel 2003 e il suo sviluppo giudiziario ruota attorno ai permessi a costruire, prima concessi dal Comune per una certa superficie e poi revocati dallo stesso ente per circa una metà dell’immobile quando questa era già stata costruita. La proprietà ha fatto causa al Comune e dopo la sentenza d’appello favorevole ha chiesto un mega risarcimento. Visto che negli ultimi anni sono state diverse le diatribe tra Comune e privati con richieste di risarcimento danni alcuni gruppi diminoranza hanno richiesto la convocazione di un’apposita commissione per verificare la situazione. L'ente ha già perso il contenzioso con la famiglia Flajani dovendo risarcire circa un milione e mezzo di euro. Un risarcimento di 28 milioni porterebbe al default.
Sandro Di Stanislao
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